POCO SANNO E POCO VOGLIONO CAPIRE

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ROCAMBOLESCO INCONTRO TRA AGRICOLTORI E UN LEGHISTA REGIONALE A VITTORITO

6 GIUGNO 2019 – Una qualità che certamente manca ai politici che rappresentano la Lega a vari livelli (e nel caso concreto in Regione) è la disponibilità al confronto; del resto, fa parte della mistica di Matteo Salvini lanciare messaggi che concedono quasi tutto alla fermezza e molto poco alla comprensione delle ragioni dell’altro; in realtà se ne è fatto un biglietto da visita che rassicura i molti che lo hanno votato.

Resta da vedere se servirà all’Italia o se è soltanto una corazza per attraversare con mezzi blindati il pantano nel quale i troppi anni di indecisioni o di decisioni teleguidate a favore, alla fin fine, del gruppo Mediaset , avevano condotto le istituzioni con la politica di Berlusconi e con quella più recente di Gentiloni.

E’ successo, dunque, che per un dibattito tenuto a Vittorito, nella tensostruttura del Comune (dunque in un luogo ove il rispetto delle regole democratiche è d’obbligo perché non è casa del leghista assessore regionale) qualche giorno fa un coltivatore di buone speranze illustrava le assurdità degli indennizzi per i danni da fauna selvatica, che negli ultimi anni hanno devastato le colture (nella foto del titolo un assalto dei cinghiali alcuni mesi fa nella Valle Subequana), ivi comprese quelle a maggior valore aggiunto, quelle selezionate con ricerche, studi pazienti, sperimentazioni.

La giornata era stata aperta dalla lettura, da parte di un giovane, di qualche considerazione in ordine a precetti anche costituzionali, mercè il richiamo all’art 3 della Carta fondante. L’assessore regionale Imprudente dapprima aveva espresso il diniego perché la lettura avvenisse (tanto da evocare il “se sento parlare di cultura la prima cosa che faccio metto mano alla pistola” di vari decenni fa, perfettamente riversabile in “se sento parla di Costituzione…”) e poi l’ha ascoltata di malavoglia, per sbottare, quando il volenteroso Adriano Marrama si sbracciava a sostenere che il regime “de minimis” si può applicare per gli investimenti, ma non per gli indennizzi da danni delle fauna selvatica. A quel punto Imprudente ha detto che in due anni riformerà l’agricoltura, che gli è stata lasciata in condizioni pietose (su questo aveva ragione, ma solo sullo stato della consegna, giammai nella previsione biennale, senza neppure un programma di effettiva svolta) e, alle perplessità dell’interlocutore, ha detto: “ così oppure quella è la porta”

Quella è la porta? Di una tensostruttura pubblica, nella quale semmai avrebbe dovuto bussare prima lui, Imprudente, per essere accolto da una comunità di gente fin troppo paziente nel sopportare che ogni cento euro di danni almeno 70 sono persi definitivamente?

Eppure così sono andate le cose, con l’imbarazzo di un sindaco che, invece di sostenere la sua comunità e le persone che ancora mettono sudore, macchine, concimi, tecnologia per produrre una ricchezza a beneficio di tutto il territorio comunale, si è preoccupato quasi del tutto di rendere gli onori di casa all’ospite dai modi… stavamo per dire craxiani, se non evocassimo la latitanza nella quale è finito il protagonista; dalla terminologia… stavamo per dire renziana, se non evocassimo la bella fine che ha fatto il protagonista a sgranocchiare i popcorn mentre l’Italia va a rotoli; dalla statura… stavamo per dire berlusconiana (dei tempi degli editti bulgari), se non evocassimo il “parva non licet componere magnis” dei protagonisti di  questa operetta politica.

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