DI GIROLAMO SI SCHIERA CON CASINI CONTRO SGARBI

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MA DIMENTICA LE VERE OFFESE AL PATRIMONIO CULTURALE DELLA CITTA’ – E ANCHE IL RUOLO DEGLI OPPOSITORI PER UNA ALTERNATIVA POLITICA

5 DICEMBRE 2020 – La sen. Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5Stelle, interviene sulla “passeggiata” di Sgarbi a Sulmona, che definisce “uno sfottò inaccettabile e puerile rivolto ai sulmonesi e un’offesa alle Istituzioni che lui stesso rappresenta”. Sostiene la parlamentare che, invece di parlare del Premio Sulmona e del fatto che si sia potuta organizzare l’edizione in questo anno di gravi difficoltà, “si parli di capricci, risse verbali e querele”. Con toni molto critici, la senatrice eletta a Sulmona definisce Sgarbi e le sue iniziative ed aggiunge : “L’onorevole sindaco di Sutri, nonché illustre critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo essere stato nuovamente ospitato nei giorni scorsi nella nostra città dagli organizzatori del Premio Sulmona, col suo fare sprezzante è andato in giro accompagnato da uno sparuto gruppo di persone senza indossare le mascherine e trascorrendo, sembrerebbe, una piacevole serata in compagnia di non conviventi. Poi ha sputato veleno sulla città, si è dimesso da presidente onorario del Premio Sulmona, ha litigato con i giornalisti e con il Sindaco e infine… ha espresso la volontà di candidarsi a sindaco di Sulmona. Che dire di una persona così”. Chiudendo il suo comunicato, Di Girolamo esprime “totale vicinanza all’intera cittadinanza, al sindaco Casini e ai giornalisti presi d’assalto per aver fatto il loro dovere di operatori dell’informazione”.

In quanto cittadini di Sulmona, se qualcuno passa sotto casa senza indossare la mascherina non ci riteniamo offesi; se ravvisiamo un illecito, lo denunciamo. Ma non ci sembra un insulto. La stessa cosa pare sia avvenuta a Roma qualche giorno prima e al Campidoglio non si sono sentiti alti lai di sdegno.

Così si presenta un palazzo del Comune lungo il Corso da dieci anni

L’offesa permanente alla città viene dal modo nel quale la sindaca in questi cinque anni ha tenuto monumenti, strade, giardini pubblici. Su questi aspetti la sen. Di Girolamo, negli anni che ci separano dalla sua elezione, non ha mai speso una parola. Le parole che spende in queste ore a difesa della sindaca ci convincono che il suo ruolo di opposizione sia andato scemando, se mai c’è stato nei termini nei quali glielo hanno affidato gli elettori mandandola a Palazzo Madama: e, cioè, in termini di opposizione dura ed intransigente come quella che hanno intrapreso i grillini ed ella era tenuta a proseguire.

Se gli elettori avessero voluto sostenere le scempiaggini dei “civici” alla Borrelli e alla Monti, avrebbero votato il civismo sul quale poi si è innestato il bel panorama disegnato a Sulmona con Annamaria Casini. Ci sembra per questo che la sen. Di Girolamo, che abbiamo votato e che non rivoteremo, si sia spostata politicamente su un campo solidale con l’attuale sindaca (si confermano le avvisaglie che avevamo già notato negli ultimi mesi) per esigenze di conservazione politica; e al riguardo è anche significativo il riferimento che fa alla ipotesi di candidatura di Sgarbi a sindaco di Sulmona, forse la vera preoccupazione per l’attuale sindaca e il suo manovratore Andrea Gerosolimo.

Questa è una chiesa, Santa Maria di Roncisvalle, di quasi mille anni fa

E non ci sembra, di conseguenza, che la sen. Di Girolamo stia facendo il suo dovere, che è anzitutto quello di dare una alternativa alla città. Non prende posizione su quanto abbiamo ricavato nelle dichiarazioni di Sgarbi: che, cioè, egli stava collaborando con il commissario prefettizio per organizzare il Bimillenario di Ovidio e tale importante apporto non è stato recepito dall’attuale sindaca. Occorre che la sen. Di Girolamo rifletta anche su quello che un intellettuale come Sgarbi avrebbe potuto conferire a questo evento rispetto alla legge bislacca che le senatrici Paola Pelino e Stefania Pezzopane hanno proposto e che la sen. Di Girolamo, impegnatasi a correggere, ha lasciato che naufragasse senza neppure sostituirla con una che la sua maggioranza avesse ritenuto valida.

Soltanto dopo questi chiarimenti ci potrà anche spiegare come una città possa essere offesa da chi passa senza mascherina.

Per ripulire l’erba dal Parco fluviale la sindaca mandò cavalli che hanno appestato il rione Cappuccini.
L’ingresso di San Pietro, nel centro storico, non era la vera offesa alla cittadinanza?

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