ABRUZZO ARANCIONE E MARSILIO VERDE DI RABBIA

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20 DICEMBRE 2020 – Già con quella barba mai rasata, Marco Marsilio non dà idea di brillantezza. Adesso che l’Abruzzo è l’unica regione a rimanere arancione ha pure delle espressioni di evidente sconforto. Si aggira in regione costernato; si dice “deluso”. Ma da chi o da cosa? Quanto ha fatto per raddrizzare questa sanità regionale? Sui conti della sanità abruzzese si sono abbattute le scorribande di Ottaviano Del Turco (condannato in via definitiva per quei 700.000 euro che i parenti si guardano bene dal restituire mentre invocano il vitalizio di parlamentare) e i “rimedi” delle giunte successive, tutte impegnate a risanare e ad uscire dal commissariamento con il più facile dei sistemi: tagliare a destra e a manca, così che l’Abruzzo si è presentato al cospetto del coronavirus già debilitato e impreparato.

Marsilio resta deluso. Non ha rimosso un manager dei tanti che hanno abbinato reparti covid a percorsi no-covid. Eppure si concede di essere deluso e, nelle ultime ore, anche di “tuonare” (come riferisce Il Centro) contro l'”ottusità” del ministro; oppure di fare il Masaniello che esige i ristori per le attività chiuse. Ma se avesse rispettato le promesse di chi, come Giorgia Meloni, lo ha catapultato in terra abruzzese, staremmo in queste condizioni: ultimi tra tutte le regioni italiane?

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