SALVATI NOTA UN INTERVENTO A COMANDO DI DI ROCCO _ MA E’ UN ANDAZZO SEMPRE PIU’ FREQUENTE
22 DICEMBRE 2020 – Secondo la consigliera comunale della Lega, Roberta Salvati, appare “ridicola la paternale del consigliere Di Rocco”, considerando “che in commissione non ha osato proferire parola” in relazione alle critiche mosse al metodo di impiegare volontari senza neppure la copertura assicurativa. Secondo Salvati, Di Rocco è stato imbeccato e “ha trovato loquacità per dire cose che non c’entrano nulla sul dibattito in atto”.
“Nessuna demonizzazione rivolta ai volontari – prosegue la consigliera – nessuno di noi ha mai criticato l’operato dei volontari e della loro preziosa azione nei riguardi della città. Ma ci preme la sicurezza, la tutela e la correttezza verso questa categoria di cittadini. Infatti vogliamo ricordare a Di Rocco che il regolamento sul volontariato civico era già stato presentato da un consigliere d’opposizione, come fatto presente in commissione, proprio a garanzia dei cittadini e del comune: quindi di quali strumentalizzazioni parla? Ciò che ci dispiace invece è il basso profilo che voi come maggioranza state dando a nostri interventi e suggerimenti, sminuendoli e addirittura contestandoli con offese gratuite, che stigmatizziamo e non tolleriamo. Il dibattito deve essere aperto e leale, non fazioso e strumentale. Infatti dimostreremo con il verbale di commissione, ciò che noi abbiamo chiesto e le risposte che abbiamo ottenuto dalla maggioranza, lo faremo per chiarezza verso i cittadini.
Il Consigliere Di Rocco ha perso così l’occasione per condannare in pubblico atti di aggressione verbale alla funzione dei consiglieri comunali. Un’occasione persa per dimostrare civiltà e garbo istituzionale.
Per noi il problema non è chi fa volontariato ma chi sfrutta il volontariato per cercare consenso elettorale o per sfruttarlo sotto forma d’immagine, precludendo il lavoro di molti all’interesse di pochi e soliti intimi”.
Nell’attuale dibattito politico si nota a più riprese che molti intervengono “a comando”: lo fanno sui “social”, per esempio quando il caporione scrive anche la più insulsa delle affermazioni; lo fanno con comunicati-stampa che per cinque anni non hanno mai emesso e si dichiarano rappresentanti di associazioni e forze politiche le più ignote. E’ un modo di contarsi ed è in genere il modo dei subordinati di far vedere al capoccia di stare dalla sua parte. Il fenomeno è raccapricciante nelle dittature; ma anche nelle libertà… vigilate non cessa di sorprendere, proprio perchè, quando le ganasce della censura non stringono, sarebbe normale conservare una qualche autonomia. Ma che la chiamata a raccolta debba premiare persone come Salvatore Zavarella in tempi di libero arbitrio è proprio stucchevole. E non ce la sentiamo di dissentire dalla consigliera Salvati quando mette in evidenza che, tutto d’un botto, un consigliere rimasto muto per un quinquennio prende cappello. Rispetti il suo ruolo, che è in prosecuzione di muti consiglieri quinquennali come Gentile per il PCI (che leggeva L’Unità durante tutto il consiglio comunale), Di Marcantonio, ci sembra per la DC, Mastropasqua (cos’era: socialista? Ah, l’avessimo annotato nel taccuino prima che l’oblìo fosse facilitato dal mutismo…), che intervenne solo per il calcolo della rendita del parcheggio in Piazza Garibaldi e sbagliò di uno zero (che non è poco) prendendosi il rimbrotto a bocca spalancata di Antonio Mancini e tornò muto fino al termine del mandato.






