LA POETICA DELL’ATTESA

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17 aprile 2022 – Prima della festa, a celebrare la festa è l’attesa. La poetica dell’attesa è il cardine del “Sabato del villaggio”. A Sulmona, poi, l’evento in sè dura pochi secondi: incomincia a correre e la statua della Madonna è già all’acquedotto, accanto a quella del figlio risorto. Così, di prima mattina gli angoli della città si animano di attesa: che non innervosisce nessuno. Almeno questi lauretani (cioè confratelli di Santa Maria di Loreto) che se ne stanno tranquilli nell’ingresso a lato del magnifico rosone. Poi la banda si avvia per svegliare il Corso e rendere omaggio davanti al Vescovado (“Al Vescovado!” annuncia un personaggio di Achille Campanile; “Al Vescovengo” risponde quello che si associa). E quando la banda si è avviata è già cominciato il preludio, che elettrizza tutti e riporta a tre anni fa, quando nessuno avvertiva l’attesa di una lunga pandemia. Per le cose brutte non c’è nè attesa, nè poetica.

La banda si avvia: è incominciata la fase elettrizzante
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