TRAFFICO D’ECCEZIONE LUNGO LA STATALE 17 PER IL RIENTRO DELLA SPEAKER DELLA CAMERA AMERICANA DA MONTENERODOMO
I LUGLIO 2022 – Orsi e cinghiali, lupi e falchi saranno rimasti stupiti di un corteo che si è snodato lungo la strada statale 17, nelle curve e nelle gallerie tra Roccapia e Pettorano poco prima del tramonto, quando era l’ora che ai naviganti intenerisce il core, tutti presi nella navigazione moderna di internet. Una cinquantina di auto (nella foto del titolo), molte con lampeggianti blu e tutte con fari abbaglianti accesi , anche quando le ultime virulenze del sole all’”occaso” li ridicolizzano.
Alla distanza di cinque o sei metri l’una dall’altra, quelle vetture, compreso un furgone nero come la pece, e con i cinque metri di lunghezza minima per ogni vettura, facevano più di mezzo chilometro di corteo, come neanche Mike Pompeo ha sfoderato circa tre anni fa. E infatti pare che in una di quelle vetture ci fosse Nancy Pelosi, la speaker della Camera, di rientro verso Roma da Montenerodomo a ricordare il nonno partito emigrante; quella stessa Nancy Pelosi che raccoglieva le simpatie del mondo in diretta mentre manifestava platealmente il suo dissenso alle spalle del capo di Pompeo e alla fine ha strappato tutti i fogli del discorso del Presidente degli Stati Uniti. Una quindicina di macchine di Polizia di Stato e Guardia di Finanza; qualcun’altra, può darsi, “imbucatasi” oppure guidata da qualche ardimentoso pilota che sfidava i divieti di sorpasso e il catenaccio delle scorte.
Per coincidenza mancata, la speaker della Camera americana non ha incontrato un’allegra famigliuola di cinghiali che proprio a quell’ora e vicino a quel Ponte d’Arce ieri l’altro scorrazzava in un’area di sosta, spuntata all’improvviso dai fitti cespugli che portano alle fresche acque del Gizio. Più… pelosi di così non potevano essere: il capo branco nero e lucido, gli ultimi arrivati ancora grigi e striati. Avrebbero fermato un corteo e provocato un tamponamento a catena; oppure, semplicemente, se ne sarebbero rientrati nella boscaglia perché tanto traffico non li attira e soprattutto, come canta Edoardo Bennato, “Uffà! Uffà! Ma che scocciatura / Questa guerra non mi piace, non la voglio fare“







