MA NON FURONO I BERSAGLIERI I PRIMI AD ARRIVARE A SULMONA?

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APPUNTI STORICI DEL FIGLIO DI VITTORIO DI BACCO CHE COMPONEVA LA PATTUGLIA DI MILITARI IN DIVISA DOPO LA RITIRATA DEI TEDESCHI

Da Antonio Di Bacco riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Lo scorso 20 giugno è stata celebrata in città la cosiddetta Liberazione dalla occupazione nazi-fascista, con un evento denominato “L’Alba della libertà”, organizzato dall’Amministrazione Comunale. In inverno (gennaio/febbraio) ti avevo anticipato il mio progetto, di voler organizzare un convegno sui fatti del 1944, anticipando anche la possibilità di far intervenire lo storico abruzzese Marco Patricelli, successivamente da me contattato.

Subito dopo, in primavera, avevo incontrato il Presidente del Consiglio Comunale, per illustrargli la mia idea di organizzare tale evento, per raccontare i fatti realmente avvenuti nel giugno del 1944, e da me riportati in un articolo apparso sul Centro nel 1994, in occasione del 50°, frutto di un’ intervista a Raffaele Del Basso Orsini. Fatti che avevo ascoltato più volte in casa, per via del racconto di mio padre Vittorio, e di mia madre, Annina Quaranta, anch’essi protagonisti, come Del Basso Orsini, di quei giorni del giugno 1944.

In breve. Sulmona, abbandonata dalle truppe tedesche in ritirata, venne raggiunta (vogliamo dire “liberata”?) da un gruppo di 8 bersaglieri, impegnati in guerra con gli Alleati nel ricostituito Esercito Italiano, denominato Corpo Italiano di Liberazione. Furono i primi ad arrivare a Sulmona, a bordo di 4 motociclette, perché due di essi, Raffaele Del Basso Orsini e Vittorio Di Bacco, erano di Sulmona e conoscevano le stradine di campagna che certamente non erano state minate o rese inservibili dai tedeschi, preoccupati di rallentare l’avanzata del nemico. Ad attendere a Via Iapasseri gli “inglesi” (questa era l’aspettativa) Annina Quaranta e tanti altri abitanti dell’allora popoloso quartiere, che furono contenti di vedere i soldati italiani e ancor più contenti quando riconobbero i due bersaglieri sulmonesi. Mio padre abitava con la famiglia in via Iapasseri, mia madre in Via della Rocca. Un fatto storico significativo: Sulmona liberata dai soldati alleati, dai bersaglieri italiani, da due concittadini in divisa. Meritevole di essere divulgato alla città, la nostra Sulmona, che tanto si distinse per la Resistenza umanitaria e che avrebbe aggiunto un’altra perla alla propria luminosa storia: unica città italiana “liberata” da due concittadini in armi con le truppe alleate e inquadrata nel C.I.L.

Il Presidente del Consiglio, Cristiano Gerosolimo, all’inizio, si dimostrò disponibile. Mi disse: stiamo organizzando anche noi un evento su questi fatti per l’80°, facciamolo insieme. Gli proposi di invitare Marco Patricelli. Mi invitò informalmente a far parte del Comitato organizzatore. Inviai a lui e al Sindaco, via PEC, tutta la documentazione in mio possesso. Non ho mai avuto risposta e non sono stato mai più ricontattato.

Il 20 giugno è stata tenuta questa giornata, nella quale non si è parlato della reale storia della “liberazione” di Sulmona. Ma tant’è. Presente Marco Patricelli (meno male) e la figlia del generale polacco Anders, Anna Maria, già ambasciatrice di Polonia in Italia. Suo padre, Wladislaw, era il comandante del II Corpo Polacco, che liberò Montecassino e poi proseguì insieme alle truppe alleate, ai Bersaglieri del C.I.L. e alla Brigata Maiella, la risalita verso nord, sulla dorsale adriatica, per liberare l’Italia. Sapete chi furono gli unici due sulmonesi che hanno combattuto fianco a fianco di Anders a Montecassino? Raffaele Del Basso Orsini e Vitorio Di Bacco. E già: prima di arrivare a Sulmona, parteciparono attivamente, con il 4° Reggimento Bersaglieri Goito, alla battaglia di Montecassino. E’ tutto scritto nelle pagine di storia e nei fogli matricolari, dei quali evidentemente sono in possesso. Mi auguro che almeno i rappresentanti della sezione sulmonese della Associazione Nazionale Bersaglieri, che avevo coinvolto nel mio progetto, su suggerimento della Presidenza Nazionale della A.N.B., abbiano chiesto al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale, durante la cerimonia al Monumento ai Caduti e/o durante l’evento, il perché non siano stati ricordati ii loro commilitoni. Ma dubito che l’abbiano fatto. Ben lieto di essere smentito. A questo punto dovrò rimettermi al lavoro, facendo tesoro di quanto accaduto. Il mio impegno non è certamente concluso e farò tutto quanto nelle mie possibilità per ristabilire, nei mesi e negli anni a venire, la verità storica sulla cd. “liberazione” di Sulmona. Con l’augurio di trovare futuri e diversi amministratori comunali che abbiano interesse a ricordare una pagina di storia cittadina scritta da due sulmonesi”.

Nella foto del titolo Vittorio Di Bacco, padre di Antonio, che in basso è ripreso in una delle numerose interviste realizzate da giornalista (a Giuliani). E proprio Di Bacco intervistò Raffaele Del Basso Orsini, uno dei due sulmonesi che componevano il gruppo di bersaglieri entrati a Sulmona dopo la ritirata dei Tedeschi

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