ALLA EX TONOLLI IL RICOVERO DEI MEZZI CHE SERVONO ALLA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE DI SPINTA DELLA SNAM
15 FEBBRAIO 2025 – In una gustosa e al tempo stesso triste vignetta pubblicata una quarantina di anni fa su “La gazzetta peligna”, Mario Pizzola si intratteneva sulla crisi industriale della Valle Peligna e sulla ipotesi di chiusura della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone. Raffigurava uno di quei borghesi in elegante tight che forniva la soluzione ai due problemi: “Manderemo gli operai licenziati dalle industrie a smantellare la ferrovia Sulmona-Carpinone“.
La verità supera sempre la fantasia, o comunque le si avvicina sempre. Infatti, dopo tanto tempo, il capannone industriale della ex Tonolli è usato in queste settimane come rimessa dei mezzi che le ditte impiegano a Case Pente per la costruzione della mega centrale di spinta della Snam.
Quello che si dice l’uovo di Colombo al contrario: un capannone non serve più a creare ricchezza con gli impianti di dissalazione da vendere agli Arabi e, al tempo stesso, aiuta a costruire una centrale che ammorberà tutta la Valle Peligna.
Come per la vignetta di Pizzola, bisogna chiedersi chi ci guadagna…






