MENTRE IMPAZZANO GLI… PSEUDOMINI SUL WEB, PERCORRIAMO L’ANTICA STRADA PER GIUNGERE AL CUORE DEI LETTORI
9 OTTOBRE 2026 – Sarà martedì nelle edicole il prossimo numero su carta del “Vaschione”, quello di un ottobre finora avaro di acqua e ricco di brodaglia residua dalle dichiarazioni di politici sul Cogesa, le aree interne, la ZES. Guardiamo ad altro, “paulo altiora canamus”, come diceva il concorrente, e prono al potere augusteo, di Publio Ovidio Nasone. Riportiamo cosa alte, come l’impressione che la Luna ha riportato dall’incendio del Morrone, convinta poi che è indispensabile riconsegnare il senno agli uomini, nel percorso inverso rispetto a quello che immaginavano gli antichi quando qualcuno impazziva: che, cioè, la ragione fosse verso di lei fuggita. Abbiamo le nozze di Venanzio Porziella a Monopoli (non giocava con Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, impalmava una deliziosa chirurgo come lui), la favola della principessa Beatrice di Hohenstaufen, rimasta venti anni in una cella quattro per quattro (e Fabbricacultura si sta interrogando ancora se abbia potuto usucapire Castel dell’Ovo, se, cioè, il suo fosse un animus possidendi o soltanto poenitendi). Insomma, ci asteniamo dal riportare anche i fatterelli della nera locale, per evitare anche che fegatosi commentatori, fieramente protetti da pseudonimi (che vuol dire anche pseudomini…) prevalgano sulla buona lettura.






