A DESTRA VANNO A IKEA PER SISTEMARE I TROPPI SCHELETRI NEGLI ARMADI

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FORSE FARANNO SALTARE UN CONSIGLIO COMUNALE CHE POTREBBE MANDARE A CASA IL SINDACO – FORMULIAMO QUALCHE IPOTESI SU QUESTA STRANA OPPOSIZIONE

4 FEBBRAIO 2023 – Gira voce che l’opposizione non si presenterà al consiglio comunale di lunedì pomeriggio. Strano. Solo ieri l’altro i baldi oppositori hanno emesso un comunicato per denunciare le spaccature della maggioranza e, dunque, dovrebbero incalzare una formazione allo sbando; minare gli appoggi; accrescere le probabilità di fuga; costringere alla ritirata. Quale migliore tribuna per illustrare quello che per quindici mesi non hanno neanche osato sussurrare?

Nel silenzio totale di Masci, Zavarella, La Porta, proviamo a formulare qualche ipotesi.

Non vanno perchè aspettano che, senza il collante della lotta alla minoranza, Di Piero e gli altri si aprano come zucche marce. Ma, se questa è la strategia, non si capisce perchè si sono presentati alle urne nell’ottobre 2021; tanto, fra quello che non avrebbero fatto se non fossero stati eletti e quello che non hanno fatto pur essendo stati eletti, non vediamo la differenza. E, poi, la tattica di aspettare che il nemico passi sul fiume ormai cadavere può portare a tempi lunghi e in qualche caso a stramazzare prima che passi il nemico.

Non vanno perchè non trovano il mastice che li tenga uniti, risultando loro stessi il frutto di strampalate alleanze, come quella tra Masci e Zavarella, l’uno presentato come candidato sindaco del cosiddetto centro-destra, l’altro primo degli eletti di una formazione che sosteneva Andrea Gerosolimo, a sua volta candidato sindaco contro Masci. Cosa ci sia di più ibrido è difficile dirlo. Ma uno straccio di motivazione la si trova: per esempio quella di rivendicare la cacciata di Di Piero dal municipio, che non sarebbe argomento trascurabile nella imminente campagna elettorale.

Non vanno perchè stentano a nascondere la folla di scheletri che hanno accumulato negli armadi e sperano per primi che non si vada in campagna elettorale. Dovrebbero ospitare un’altra volta, nei loro comizi, il sindaco dell’Aquila Biondi, che proprio sul Cogesa (argomento del consiglio comunale) la sta facendo da padrone, dettando regole e tariffe e minacciando di far fallire il Cogesa (paura, eh?). Meglio non affrontare una campagna elettorale proprio mentre Marsilio, accanto a Di Piero, ha da poco inaugurato la bretella che cancella Sulmona dal collegamento veloce tra L’Aquila e Pescara; meglio lasciarli collaborare per il bene dell’Aquila, che è serbatoio di voti per la Destra (come lo fu per Berlusconi fino a quando regalava case e miliardi a palate per la ricostruzione, secondo l’ottica aquilana del “chi mi battezza m’è compare”). E Masci e La Porta dovrebbero spiegare ai sulmonesi come si può collaborare al governo se Fratelli d’Italia sostiene di essere l’erede del Movimento Sociale, paladino, a giusta ragione, dell’unità d’Italia contro le regioni, mentre la Lega sta ricattando Giorgia Meloni con l’autonomia regionale differenziata, cioè instaurando il federalismo voluto dalla cariatide Bossi e definitiva tomba dell’Italia intesa come nazione.

Niente di più adatto, per capire questa strana Destra, della vignetta dell’ottimo Natangelo sulle nullità che caratterizzano Fratelli d’Italia e danno pensieri alla rassegnata Giorgia Meloni. Chissà: se venisse a sapere che FdI non va in Consiglio a godersi la disfatta di una giunta di sinistra…

La vignetta di Natangelo su “Il Fatto” di ieri
Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune, avv. Vittorio Masci
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