A VIA LAMACCIO SI TEME IL METODO TIRIMACCO

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28 GIUGNO 2019 – Il Comune per ora non ha esteso il “metodo Tirimacco” alla generalità del verde selvaggio nelle aree pubbliche, ma in Via Lamaccio si attende e si teme da un momento all’altro lo spiegamento di erbivori per sottrarre le piste ciclabili dalla morsa delle erbacce. Da un lato l’impiego di voraci ruminanti è previsto in ragione della ostinata difesa che l’assessore ha fatto del suo tentativo (fallimentare, ma, come si dice, ogni scarrafone è bello a mamma sua); dall’altro lato è temuto, per l’apporto di mosche cavalline, puzze e per un altro motivo dirimente. Le deiezioni degli erbivori lungo la pista ciclabile costringerebbero alla gimkana e c’è da giurare che sulla stampa amica verrebbe esaltata anche l’opportunità di valorizzare questa nuova disciplina sportiva, facendo di necessità virtù. Né più, né meno di quanto è stato fatto per il Parco fluviale, a proposito del quale prima si è celebrata, a reti ed edicole unificate, la bella trovata del COGESA di mandare i ragazzini delle scuole a ripulire (magari con la prospettiva di aprire un altro concorso per l’assunzione precaria prima delle prime elezioni utili a farli votare) e poi, si sono celebrate le grandi doti e progressive dei cavalli.

Del resto, assessori e sindaca hanno dimostrato grandi inclinazioni da saltafossi. Quindi, figuriamoci se si fanno scrupolo a saltare pure le piste ciclabili.

 

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