Accardo: “La Sulmona dei tempi di Leonardo valeva bene un viaggio da Milano a piedi”

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Accardo su spiaggia a Pescara aprile 2014

PRIMI COMMENTI ALLA RISCOPERTA DI UN MANOSCRITTO DEL 1498

23 LUGLIO 2014 – “La rivista pescarese che recava l’articolo di Franceschelli sul viaggio di Leonardo da Vinci a Sulmona mi interessò subito e la feci girare per trovare conferme. Fu difficile trovare testi di raffronto del manoscritto quasi interamente riportato.

Per la verità ne parlai anche con uno storico di Sulmona, che in men che non si dica fece sparire la rivista stessa, senza mai più farmi sapere quale fosse la sua opinione; mi disse solo di non parlarne”. Traspare una bonaria polemica dalle parole di Vincenzo Accardo, presidente della “Accademia degli Arditi” di Sulmona e appassionato conoscitore di molti documenti, per lo più mappe geografiche  e cartine. “Sul disegno del temporale a Sulmona non so dire nulla di più e ritengo, peraltro, che, siccome è conservato nella Royal Library del Palazzo di Windsor, pochi metri vicino alla Regina, è ben difficile che possa essere definito una “sola”. Ho sentito che il disegno della Majella non potrebbe essere vero perché la vegetazione non è quella che appare: la vegetazione cambia nell’arco dei secoli, l’opera dell’uomo è stata molto incisiva soprattutto nell’800 e, comunque, non mi sembrano questi argomenti per sostenere se una rappresentazione possa essere attribuita a Leonardo da Vinci oppure non”.

E adesso come si fa a dire l’ultima parola? “Spero che questo immenso interesse che la divulgazione sul vostro sito ha determinato nei Sulmonesi e forse per la prima volta anche in quelli tra i Sulmonesi che vivono all’estero, riesca a coagulare un movimento di opinione per vedere come il manoscritto sia conservato a Londra, cioè le sue condizioni, le possibilità di essere esposto in Italia. Ma principalmente mi auguro che non sia l’unico che riguardi Sulmona e, perché no, l’Abruzzo, sebbene reputo che se Leonardo abbia deciso di venire in Abruzzo lo abbia fatto quasi esclusivamente per conoscere una città allora così strategica per le industrie manifatturiere, per la coltivazione del preziosissimo zafferano, ma io ritengo anche per la oreficeria. Quanto al contesto urbano, almeno due gravissimi terremoti separano l’assetto della Sulmona ai tempi di Leonardo da quello di oggi ed è bastato il sisma del 1706 per radicalmente modificare il richiamo che architetti e uomini di ingegno potevano subire verso questa città. Spero, dunque, che si incominci da oggi a cercare le tracce del passaggio di Leonardo nel nostro territorio, visto che i tentativi svolti finora sono stati sorprendentemente sospesi”.