Adesso i gruppi consiliari si costituiscono con l’impegno di devastare Sulmona

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INAMMISSIBILE DIKTAT PER GLI ELETTI DEL PD SULLA BRETELLA, LA CENTRALE SNAM E LA SANITA’

17 NOVEMBRE 2017 – I consiglieri comunali di Sulmona che vogliono costituire un gruppo consiliare del Pd debbono prima di tutto aderire alla linea del partito a livello regionale, che vuol dire anche: realizzazione della bretella che esclude la stazione di Sulmona dalla linea Pescara-L’Aquila, approvazione della costruzione della centrale SNAM in Valle Peligna, approvazione del piano sanitario che la giunta regionale vuole attuare.

E’ quanto hanno denunciato loro stessi, riportando le imposizioni che sul punto ha articolato Luciano D’Alfonso, d’intesa con l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, cui questo gruppo consiliare darebbe molto fastidio perché ricompatterebbe tutti gli eletti del circolo di Sulmona, ad esclusione di Salvati, che già ha stretto un’alleanza con Gerosolimo sperando di essere rieletta pure se abbandonerà il Pd oppure di avere un qualche incarico alla scadenza del Consiglio, cioè l’anno prossimo.

Il caso ha avuto un’eco eclatante, perché sul rifiuto opposto dall’Ufficio di presidenza del Consiglio i consiglieri in procinto di formare il gruppo Pd non hanno inteso subire l’originale decisione della Presidente Katia Di Marzio (dovrebbe cessare anche questa anomalia che un ufficio di tutela del corretto andamento dell’istituzione debba essere di stretta osservanza dell’establishment) ed hanno abbandonato l’aula; per solidarietà li hanno seguiti alcuni consiglieri di altre forze politiche di minoranza.

Questo raro sussulto di reazione democratica alla tabula rasa di un panorama politico fatto da dirigenti e amministratori prostrati per servire il nuovo corso di Andrea Gerosolimo (in attesa del successivo, con ulteriore cambio di direzione della banderuola politica come già si è verificato negli anni scorsi) insegna due cose: da un lato che non è possibile consentire a tutti quelli che per interesse esclusivamente personale si prostituiscono, con grave danno della rappresentatività stessa all’interno delle istituzioni, di essere considerati delle persone degne di rispetto. Vanno indicati per quello che sono: cioè dei prezzolati della politica, autori e complici di intese che purtroppo costituiscono il lato più oscuro della democrazia e sempre lo costituirà; e, pertanto, di essi va fatto nome e cognome come questo giornale ha già incominciato a fare (unico nel panorama della stampa) perché non si creino equivoci su quello che tramano negli intervalli tra una elezione e l’altra e non vengano graziati dai vuoti di memoria al momento delle consultazioni elettorali.

Queste persone senza dignità stanno subordinando ai loro interessi del tutto personali i beni primari di una comunità, come i collegamenti ferroviari, la tutela dell’ambiente e i servizi essenziali come quello sanitario. Pretendere che il gruppo del PD al Comune di Sulmona si renda portaordini di scelte che vengono effettuate contro la città è l’ultimo sopruso che la città deve tollerare sulla via del declino sancito da avventurieri politici. Ogni volta che ci sarà una adesione alla chiamata… alle armi sfrontata e politicamente ingiustificabile la segnaleremo, fosse l’ultima frontiera di un giornalismo fatto di contenuti civici; del resto, gli anni nei quali questa metodica veniva seguita dalle colonne autorevoli de “Il Tempo” di Sulmona non sono lontani tempi giurassici.