10 APRILE 2013 – Non è servito a salvare un’”opera” di terra (circa un quarto di ettaro) dalla siccità; ma, in compenso, l’invaso d’acqua a Ponte d’Arce, nei pressi di Pettorano, ospita spettacoli naturali di eccezione, nella riserva delle sorgenti del Gizio.
Oggi dopo pranzo se ne stava tranquillo a bagnarsi fino a metà zampa (e le zampe, da sole, erano lunghe almeno sessanta centimetri) un uccello che, per chi li ha visti solo nei documentari o nelle foto delle enciclopedie, poteva stare a metà tra un airone cinerino ed una cicogna, con piume stupende (e sembrava che lo sapesse, visto il portamento mentre commiserava le cornacchie che si tenevano a debita distanza). Alla vista di un bipede senza becco a duecento metri si è spostato e alla vista di una macchina fotografica ha preso il volo: non ha fatto proprio un salto, sembrava un jumbo per tutte le volute che ha seguito. Si è avviato in direzione opposta a quella di Pettorano, ogni tanto riguardando meglio il laghetto che il Consorzio di Bonifica Canale Corfinio gli ha inconsapevolmente regalato trentacinque anni fa; doveva servire per qualcosa di un po’ diverso, ma è stato diversamente utile. (Nella foto l’invaso d’acqua a Ponte d’Arce).






