AL PD SI SONO…TURATI IL NASO

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COLGONO AL VOLO L’OCCASIONE DELLA FIACCA REPLICA DI CARUGNO CHE TIRA IN BALLO IL COMBATTENTE ANTIFASCISTA CHE NON C’ENTRA UN FICO SECCO

7 SETTEMBRE 2022 – Il Partito democratico d’Abruzzo torna sulla polemica conseguita alle dichiarazioni del candidato del centro-sinistra Massimo Carugno: “Prendiamo atto delle precisazioni di Massimo Carugno, in merito ad un inciso del suo articolo sul Riformista che parlando di altro faceva riferimento alle indagini del procuratore Gratteri. La sua  solidarietà al Procuratore di Catanzaro e a tutti i magistrati che sono impegnati nella lotta alle mafie non può che trovarci concordi. Invitiamo tutti ad evitare ulteriori strumentalizzazioni elettorali, soprattutto da parte di esponenti di partiti, che in più di una occasione hanno attaccato l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, che per noi è invece un principio sacrosanto. Non spetta alla politica esprimere valutazioni giudiziarie sull’andamento delle indagini, che per fortuna sono affidate ad una pluralità di gradi di giudizio. Alla politica spetta fornire strumenti e risorse alla forze dell’ordine e ai magistrati impegnati nel contrasto della criminalità organizzata, ed è quanto faremo al governo del Paese, con il consenso dei cittadini”.

Non è che un inciso, solo perchè breve, riduca le responsabilità per quello che contiene: in tre parole si può dire molto di più di quanto, nel caso concreto, conteneva l’articolessa di Massimo Carugno. Anche il piagnisteo di Carugno per essere stato oggetto di un linciaggio mediatico può denotare uno sconcerto per l’enormità che ha scritto. E non lo aiuta nell’arrampicata sugli specchi tra evocazione di garantismo, libertà degli innocenti, sua storia personale, Turati (di turati ci sono solo i nasi di Fina e Piacente che hanno dovuto affrontare questo improvviso farla fuori dal vaso).

Tuttavia, che il Pd affermi che sia stato un inciso conferma che quanto vi abbiamo letto è considerato disdicevole rispetto al programma e al ruolo di quel partito, che ha imbarcato un attrezzo politico proveniente da esperienze non proprio in linea con gli approdi degli epigoni della “prevalenza delle regole” e della “lotta alla criminalità organizzata”. Dunque, riproponiamo la stessa domanda che ci siamo fatti quando abbiamo letto la precisazione-smentita dal PD.

E da ultimo: abbiamo notato un’assenza, quella di Luciano D’Alfonso, nella presentazione dei candidati del PD nella sede che fu di Carlo Autiero e di Giuseppe Evangelista; e ci confermiamo nella convinzione che a maggior ragione questo nuovo PD, imbarcando un socialista, avrebbe dovuto svolgere migliore sorveglianza su quello che andava dicendo, sia pure… per inciso.

Nella foto del titolo: Michele Fina mentre cogita come può far arrivare un calcio agli stinchi a Massimo Carugno e fargli sentire quanto fa più male del linciaggio mediatico

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