SCONVOLGENTI SCENARI DAL PROGETTO TOTO PER EVITARE LA VALLE PELIGNA
26 LUGLIO 2016 – Il Monte Sirente (nella foto del titolo) attraversato da una galleria di circa 13 chilometri (quando quella del Gran Sasso è di 9 km), ma anche da altre due gallerie di circa 2 km: questo è il capriccio che Luciano D’Alfonso ritiene di assecondare per il concessionario della A25 Toto SpA. Ed è solo uno dei passaggi del progetto sul quale proprio la Regione ha dato il suo affrettato e sommario parere favorevole, in una riunione quasi carbonara.
Si sono svegliati con ritardo forse non proprio incolpevole il presidente della Provincia dell’Aquila, il sindaco di Sulmona, lo stesso Forum dell’acqua; l’argomento è stato quasi evitato durante la campagna elettorale per il Comune di Sulmona, visto che tanto De Crescentiis che Casini fanno parte della raccogliticcia maggioranza che dovrebbe sorreggere D’Alfonso all’Emiciclo (De Crescentiis per appartenenza di partito, il Pd; Casini per appartenenza di Andrea Gerosolimo addirittura alla giunta regionale). E’ dal 19 gennaio almeno che abbiamo ripreso le voci sul progetto di “Toto Spa” di realizzare la variante (“Rettificheranno la A25 e le banane in Africa”, nella sezione TRASPORTI di questo sito, ove si possono leggere altri articoli sullo stesso tema e dello stesso periodo). Ma a gennaio neanche un sospiro si è udito da De Crescentiis; qualche sbadiglio appena si è percepito a febbraio-marzo. Poteva pure labilmente dare cenni di vita il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, che però pare non volesse disturbare il manovratore D’Alfonso, vista l’aspettativa di essere salvato dall’esilio cui lo stava costringendo Bruno Di Masci.
Il Forum dell’acqua evidentemente era in immersione o forse stava leggendo i progetti che riguardano una galleria del Monte Genzana e una per Roccaraso, che non c’entrano proprio niente con il progetto Toto, perché stanno quasi trenta chilometri a Sud di Bussi e metterle nel calderone della opposizione al progetto contribuisce solo a fare rumore e magari farà dire a D’Alfonso (come disse nell’aula consiliare di Sulmona, con arroganza e protervia ad una persona cortese che chiese di intervenire): “Lei che lavoro fa?”.
Comunque, potrebbe pure andar bene che De Crescentiis, Casini e Fori vari si sveglino con qualche ritardo, anche con i toni accesi che hanno utilizzato nelle ultime ore. L’essenziale, per i primi due, è che queste loro ritardate prese di conoscenza o di coscienza non siano strumentali o subordinate alla salvaguardia e al consolidamento di posizioni nello scacchiere del Pd o della maggioranza alla Regione, perché già il fatto che siano rimasti muti quando era necessario parlare con i toni usati adesso induce a nutrire qualche diffidenza; quanto ai “Fori” delle acque, è opportuno che non coinvolgano fori e trafori che non c’entrano proprio niente, perché l’accusa di fare di ogni erba un fascio o, peggio, di inconcludenza, è dietro la porta.






