ALBERTAZZI: “UN PENSIERO ALLE METAMORFOSI LO FAREI”

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17 AGOSTO 2014 – Ha appena finito di rappresentare i “Miti ed eroi” per quasi due ore di filato e, alla domanda se possa intraprendere un allestimento delle “Metamorfosi” per il bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone, risponde:

“Oh, sì: ci si può pensare, perché no?”. Giorgio Albertazzi dichiara la sua disponibilità a prendere per mano un personaggio delle centinaia delle “Mutate forme” e a condurlo sulla scena, come ha fatto con Shakespeare (unico interprete non inglese nella collezione del museo dedicato al grande bardo); come ha fatto con D’Annunzio, del quale non finisce di innalzare alle vette della recitazione i versi forse immortali della “Figlia di Jorio” che portò sulle scene con Anna Proclemer quasi sessanta anni fa. Ha parlato molto della sua età sul palco di “Spoleto Ensemble” appena questa notte inaugurato; ma non frappone ostacoli legati all’età e alla forma fisica quando sente il nome di Ovidio: evoca per lui quella classicità immensa che l’ha portato al grande successo delle “Memorie di Adriano”.

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