Animali selvatici su strade e autostrade: l’emergenza di questi anni

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Un orso senza vita lungo l’autostrada

23 NOVEMBRE 2017 – Si infittiscono gli inviti delle Forze dell’ordine per una guida più attenta durante le ore notturne in alcune zone, cosiddette di attraversamento della fauna selvatica. I punti cruciali sono il basso territorio di Pettorano sul Gizio e le vicinanza di Collepietro, lungo la strada statale 17 in direzione di San Benedetto in Perillis (nella foto grande).

Gli incidenti, che quasi sempre si risolvono nell’uccisione di cervi, orsi, cinghiali e di altri animali di minore taglia, stanno assumendo il carattere di una vera emergenza, perché sempre più spesso portano alle lesioni gravi degli occupanti delle auto e talvolta alla loro morte.

Un maggiore affidamento per gli automobilisti dovrebbe riguardare le autostrade, che sono recintate, ma è dei giorni scorsi la ferma presa di posizione di “Salviamo l’orso”, associazione per la conservazione dell’orso bruno marsicano, che parla di “indisponibilità a dotare alcuni tratti autostradali di recinzioni più alte ed efficienti”. L’8 ottobre scorso un orso transitava nel tratto di A25 compreso tra Pescina e Cocullo, all’altezza della galleria di San Domenico (nella foto piccola); un mese prima ben tre vacche si riparavano tranquille nella galleria di San Rocco, nei pressi di Tornimparte sulla A24. “A seguito di un nostro sopralluogo presso lo svincolo autostradale di Tornimparte, posteriore al rinvenimento delle mucche all’interno della galleria di San Rocco – fanno notare da “Salviamo l’orso” – lo stato della recinzione risultava in più punti fatiscente (la rete, abbassata dalla vegetazione, avrebbe permesso facilmente l’ingresso nella sede autostradale di qualsiasi specie animale che lo avesse tentato”.

la SS17 nei pressi di Collepietro

Strada dei Parchi – concludono – rispondendo alla nostra lettera in cui segnalavamo lo stato delle recinzioni in quel particolare tratto ci assicurava di aver provveduto alle necessarie riparazioni ma si rifiutava di prendere in considerazione qualsiasi rafforzamento o innalzamento anche in tratti critici e limitati quale per esempio da sempre risulta essere quello tra Pescina e Cocullo”.

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