AUTOSTRADA DELLA PASTORIZIA, OGGI CARDINE DELLA VIABILITA’ REGIONALE

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29 MAGGIO 2010 – Per quanto siano trascorse le epoche storiche, il punto di incrocio della principale viabilità abruzzese è rimasto quello della conca di Sulmona. E’ emerso dal convegno “La Via degli Abruzzi – Percorso di conoscenza e di sviluppo delle aree appenniniche”, che si è tenuto presso la sede dell’Archivio di Stato dell’Aquila, organizzato dalla Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi e dalla Società Geografica Italiana. Ad una prima estensione della dorsale appenninica (quindi del tracciato poi seguito dalla attuale strada statale 17) in epoca pre-romana, è subentrato un grosso sviluppo degli attraversamenti da Roma verso l’Adriatico, attraverso la Via Valeria che aveva in Corfinio una importante tappa e in Sulmona una appendice che si è andata consolidando dopo la sconfitta della Capitale della Lega italica ed il suo declino.

E’ quanto ha riferito, nel corso di una relazione densa di riferimenti storici, il prof. Giovanni De Santis, della Università degli Studi di Perugia, che però ha individuato nell’incrocio della via tra Interocrium (Antrodoco, proprio il punto da dove inizia oggi la SS 17) e Beneventum l’asse portante di una economia legata alle zone appenniniche e, quinid, alla tipica economia delle valli circondate da rilievi e grosse risorse naturali.

Ha rivalutato l’importanza storica dell’asse tra il Nord ed il Sud, cioè ancora in epoca longobarda tra Spoleto e Benevento, il Dott. Franco Salvatori, presidente della Società geografica italiana, che ha illustrato anche con apporto visivo molto evidente che il sistema delle strade principali d’Abruzzo si è focalizzato nella “Conca di Sulmona” anche con l’intersezione tra l’autostrada A25 e la SS17, cioè tra Roccacasale e Pratola Peligna. Nel frattempo, tale intersezione non è rimasta l’unica, considerando che lo sviluppo delle autostrade lungo il Tirreno e l’Adriatico ha spostato il baricentro della viabilità sulla più sviluppata Pescara. Ma la Strada Statale 17 sarà il cardine dello sviluppo del futuro nelle zone interne, visto che, comunque, lo sviluppo viene sempre dal Nord.

Di un interessante collegamento storico tra l’ascesa degli Angioni e, quindi, l’espansione della economia dei guelfi fino a Sulmona ha riferito la prof.ssa Paola Pierucci dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”. “Certo, per giungere da Firenze a Napoli erano necessari dieci o dodici giorni e per i carri dei mercanti anche di più. Ma l’importante, per una città, era di esserci in quel tragitto. E L’Aquila si sviluppò di più di Sulmona, a partire dalla seconda metà del XIV secolo, per poi incontrare una profonda crisi, sugellata anche dai terremoti del 1501 e del 1529.

Nella foto del titolo: il viadotto di Roccapia sulla Strada statale 17

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