INUTILE COSTRUIRE UN ALTRO POLO COMMERCIALE

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Due Sulmone? Ne basta una

Era stata proposta nei mesi scorsi la applicazione di una normativa regionale che consentisse di insediare esercizi commerciali nelle aree industriali  sulle quali sorgono stabilimenti che per almeno un decennio fossero rimasti inutilizzati.

L’esempio è stato ripreso da altre situazioni simili nella Regione e per le quali la riconversione era stata approvata: tra l’altro, proprio per questa disciplina sono stati aperti centri commerciali. Ma nelle scorse settimane non è arrivato il “via libera” del Consiglio regionale. E’ stata riaffermata la necessità di seguire un iter più complesso, che passerebbe attraverso un accordo di programma che il Comune attiverebbe con una conferenza di servizi e con la partecipazione di Provincia e Consorzio per il Nucleo industriale.

A Sulmona la decisione dell’assemblea consiliare è stata accompagnata da prese di posizione diverse. La Confesercenti ha riaffermato di opporsi a quello che si chiama per brevità “parco commerciale”, perché ritiene che si tratterebbe di una scelta “devastante per l’economia cittadina”. Contrari anche la Associazione Commercianti e il Consorzio per il centro storico. Il Sindaco Fabio Federico aveva sostenuto il progetto di riconversione, che partirebbe dal dato di fatto dell’abbandono di tanti capannoni industriali ormai da tempo ancora maggiore dei dieci anni previsti quale condizione per l’iter: “In realtà – ha dichiarato – quelle aree sono adesso improduttive e, a meno di una restituzione all’attività agricola, evidentemente inattuabile, pesano sul tessuto dinamico della città. Tra l’altro, proprio in città vicine a Sulmona e per aree molto estese i capannoni industriali hanno ceduto il posto alle attività commerciali, sia pure con limiti e condizioni dettati dalle normative in vigore”.

Il Sindaco ha individuato nella applicazione della normativa anche la possibilità di sanare alcune situazioni di fatto ormai consolidate.