BANDE PER ESPRIMERE GENI

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IL LUNGO PERCORSO DELLE FORMAZIONI MUSICALI NEI PAESI E LA VALORIZZAZIONE DEGLI ADOLESCENTI

23 OTTOBRE 2024 – Non si spiegherebbe la presenza di tanti giovani, talvolta adolescenti, nelle bande di paese se non si conoscesse il ruolo che le bande hanno avuto tradizionalmente negli ambiti paesani. E di questo ruolo si è fatto interprete Gianfranco Miscia (nella foto) durante la presentazione di un libro recentemente edito da “Rocco Carrabba” di Lanciano (“Francesco Masciangelo Maestro di Cappella della Santa Casa del Ponte di Lanciano”, da lui stesso curato). Miscia non ha parlato solo di stringente musicologia, perché si è soffermato sugli aspetti sociali delle bande nel contesto nel quale hanno operato tra l’Ottocento e il Novecento, poi fino al rinascente interesse del secondo dopo-guerra. Le bande sono state un centro di aggregazione, un modo di uscire dall’ambito familiare rimanendo in paese, ma viaggiando sulle ali del genio dell’arte, che è sempre cosa esaltante e al tempo stesso concreta perché dà a sua volta la possibilità di creare e di distinguersi.

I ragazzi delle bande indossano la tenuta come se fosse una divisa; ma suonano ciascuno uno strumento diverso. Migliore contemperamento tra l’appartenenza e l’individualità non potrebbe trovarsi in nessuna altra attività, in nessun hobby, se non nelle aggregazioni sportive per le prospettive di carriera e di guadagno che offrono. Cercare i motivi dei proseliti che una “musica fuori moda” ancora riscuote (chi avrebbe mai previsto l’esecuzione di brani d’Opera da un quindicenne?) significa indagare sulle tante occasioni di vivere un piccolo, grande sogno nel ristretto giro di un paese, ma con la possibilità di creare una personale attitudine a scrivere lasciando un segno di sé per molto tempo ancora.

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