“GAY O NON GAY, LE LEGGI VANNO RISPETTATE”

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FABIO FEDERICO RISPONDE SUI PROCESSI PER LE OFFESE IN INTERNET

28 DICEMBRE 2013 – “Sono sorpreso dalle dichiarazioni del presidente dell’arcigay. Infatti non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali e neppure contro gli eterosessuali. Ho querelato, attraverso i miei legali, delle persone che a nostro parere hanno violato la legge con le loro dichiarazioni. Non conosco e non mi interessa conoscere le loro  abitudini sessuali. Le leggi devono essere rispettate da tutti, compresi i signori in questione. La magistratura deciderà nel merito e se qualcuno ha sbagliato pagherà”

Con questa netta presa di posizione il dott. Fabio Federico ha risposto al presidente dell’Arcigay, che ieri, riferendosi alle iniziative dell’ex sindaco di Sulmona, aveva affermato: “Siamo davanti a un modo abbastanza bizzarro di procedere. Questa ammucchiata di querele è abbastanza incomprensibile considerando che lui stesso aveva fatto marcia indietro. Aspetteremo di capire bene le dimensioni della vicenda e poi potremo pensare di attivarci come Arcigay ed entrare nel processo”. Il riferimento alla “marcia indietro” era probabilmente da collegare all’incontro che Federico ebbe per strada, a Sulmona, durante la manifestazione organizzata da alcune associazioni gay per protestare contro le sue dichiarazioni in alcuni “video”. Ma Federico voleva solo ribadire di non avere nulla da polemizzare con le associazioni gay, mentre non ha mai escluso di proporre querele per coloro che sui siti internet hanno parlato di lui con epiteti e frasi inutilmente triviali.

Davvedro non si vede come possa l’Arcigay “entrare nel processo” senza perdere la compostezza di toni e di modi alla quale si è sempre richiamata, per difendere persone che hanno scritto: “scusate ma questo coglione che tipo di genoma ha?” “razzista di merda e omofobo” , “se ne vada in vaticano con i suoi esseri…imbecille”. Oppure altre che, con l’arroganza di chi vive in città e pretende di insegnare tutto: “Ma da dove sei uscito, sto campagnolo” “Per lui è una vergogna in un paesotto dove tutti sanno tutto”, “so che in quelle zone d’Italia ci sono un sacco di omofobi… che sia un’aberrazione dovuta all’inquinamento atmosferico?”.

Queste persone vuol difendere Flavio Romani di Arcigay? Oppure non si convincerà che chi posa tanto a scrivere per contrastare i pregiudizi è il primo a vivere di pregiudizio verso i “paesotti”, la gente che vi abita, certe “zone d’Italia”?