BENNATO: “GRANDI TRADIZIONI ANCHE NELLA MUSICA ABRUZZESE”

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LA PRESENTAZIONE DI “QUESTIONE MERIDIONALE” ALLA LIBRERIA FELTRINELLI DI PESCARA

19 GENNAIO 2012 – “Trovo una nuova attenzione, almeno da dieci anni, sulla storia e sulla identità del Sud dell’Italia. C’è una nuova energia che spinge la gente del Sud a sentirsi italiana, ma senza pensare alla “Questione meridionale” come una limitazione”. Lo ha detto questa sera Eugenio Bennato a Pescara, presentando alla “Feltrinelli” vicino al Sacro Cuore il suo ultimo cd che della “Questione meridionale” ha proprio il titolo. L’aver chiamato “Taranta power” un gruppo musicale vuol dire cercare di evocare l’energia che viene dalla musica, dalla danza che sono tipicamente meridionali. “Tutto questo fino al 2000 sembrava non prevedibile; anzi il cammino del Meridione d’Italia aveva le caratteristiche di un procedere lento verso la uniformità, o globalizzazione che dir si voglia. Penso che le orecchie più attente a questo nuovo fenomeno siano quelle dei giovani; e debbo dire che non solo la musica salentina, ma anche quella abruzzese, per esempio, è ricca di spunti che possono essere valorizzati, anche se adesso è soprattutto il filone salentino che tiene banco”ha aggiunto il cantautore, che ha partecipato anche alla prima fase della “Nuova Compagnia di Canto Popolare”.

Del resto, Eugenio Bennato si può dire un ricercatore nazionale: non vuole relegarsi alla pur grande, immensa esperienza napoletana. Lo dimostra il suo collegamento con Fabrizio de Andrè, che parlava come lui il linguaggio internazionale dei posti di mare e dei posti di mare descriveva i personaggi più insoliti, più affascinanti. L’apertura di Bennato in “Questione meridionale” è tutta per i Paesi del Mediterraneo africano: o anche per un Sud indefinito, che sta in tutti i Paesi, anche nell’Iran, con la vicenda straziante di Neda, giovane caduta nei disordini di Teheran.

Insomma, emozioni vive, che si rinforzano con le canzoni sui briganti e sulle vicende del Regno dei Borboni, con quella diffidenza per i piemontesi, che non è contrasto geografico, ma anarchico atteggiamento verso un potere uguale a quello di sempre, ultimo esempio di come i Gattopardi abitino in Italia, a Palermo come a Torino; di come, per non render loro la vita facile, occorra molto cantare, e comporre e poi cantare di nuovo, per chi lo sa fare e può smuovere le coscienze contro il conformismo.

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