Birritteri, Marchionne e i giudici

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IL MINISTERO TUONA IN UDIENZA PROSPETTANDO RESPONSABILITA’

12 NOVEMBRE 2012 – Intervenendo nella discussione per la causa sui trasferimenti dei cancellieri dal tribunale, pare che il capo dipartimento del Ministero della Giustizia, Birritteri, abbia detto che

il provvedimento assunto dal giudice di Sulmona ha creato un grave pregiudizio all’apparato ministeriale e che dalla permanenza della sospensione concessa dal giudice deriverebbero responsabilità, tanto che un avvocato della difesa, Mauro Calore, ha parlato di atteggiamento non tollerabile.

Due annotazioni che non appaiono inutili. La prima concerne la “diplomazia istituzionale” di un ministero che manda il suo funzionario a tuonare in udienza, di fatto scansando l’Avvocatura dello Stato, per prospettare chissà quali conseguenze per il caso di rigetto della istanza di revoca: non era sufficiente affidarsi ai motivi delle memorie difensive, come si fa in tutte le cause tra soggetti di pari dignità giuridica? Mancava solo che, sulla scia di Marchionne della Fiat, Birritteri annunciasse che per ogni cancelliere non trasferito sarebbe stato trasferito un giudice in Uganda. E questo è il savoir faire del nuovo corso dei tecnici al governo; ma lorsignori dicono di essere stati chiamati e di non essersi proposti. Sarebbe il caso di ringraziare il Cavaliere & Co., che ci hanno consegnato ai tecnici, con la relativa prevalenza dell’offerta: “O questa ministra o quella finistra”.

L’altra annotazione è rivolta a quelli che blaterano per l’aumento dei casi di responsabilità del magistrato, cioè per espropriare pure delle mutande il giudice che sbaglia. E la nostra riflessione si riduce a una domanda: quando ci si trovasse a sostenere una causa che riguarda beni essenziali come quello del lavoro, chi si sentirebbe tutelato se avesse di fronte un Ministero e a giudicare un magistrato che potrebbe essere sbancato se decidesse in modo non conforme al volere del più… baldanzoso?