Bolla speculativa anche a L’Aquila

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LE IMPLICAZIONI DELLA PERDONANZA E LE AMBIZIONI DELLA RANA

23 OTTOBRE 2015 – Da buon toscano non rifugge la polemica il prof. Fabio Redi,

che già nel marzo dello scorso anno in una intervista a “Il Centro” pose in risalto come le specificità dell’Università aquilana fossero state pretermesse rispetto a quelle di altri ambiti accademici. Questa sera al Rotary di Sulmona, parlando dell’archeologia delle chiese medievali in Abruzzo, non ha trascurato di dire che molti ambienti, pur rilevanti e pregevoli sotto il profilo storico, sono di fatto usati per magazzini, talvolta per depositi di computer da buttare e di altre cianfrusaglie. Invece le strutture delle chiese vanno lette e studiate con progressivi accostamenti: i muri e le strutture più recenti sono delle pagine di un libro che aiuta ad interpretare le vicende (e le motivazioni) che indussero a costruirle e ad ampliarle. Le cinque navate di Collemaggio non furono progettate per caso: servivano a gareggiare con le chiese del centro della Cristianità e dovevano celebrare la Bolla celestiniana per rivendicare un ruolo alla città dell’Aquila.

Da allora, dovremmo aggiungere, gli Aquilani non si sono più ripresi e seguitano a gareggiare, come la rana si ingrossa per raggiungere le fattezze del bue. E alla fine scoppia; come una Bolla.

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