Cannoni puntati su chi va a visitare l’Eremo celestiniano

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Cannoni_lungo_strada_eremoE QUALCUNO PENSA CHE LE INSIDIE VENGANO DAI MASSI IN CADUTA

4 AGOSTO 2012 – Giulio Mastrogiuseppe, presidente del Centro Studi Celestiniani plaude all’iniziativa del Parco della Majella e del suo commissario di collocare dei sensori per rilevare

 eventuali massi in caduta sul sentiero  dell’Eremo celestiniano.

E’ l’unico.

Il motivo di tale solitudine non è neanche tanto incomprensibile, visto che ancora nessuno giustifica le varie controindicazioni (vogliamo chiamarle con un eufemismo) di questi sensori (v. “Grandi Rischi anche per la strada dell’Eremo” nella sezione CRONACHE di questo sito).

Perchè il presidente del Centro celestiniano non pensa a rivolgere un appello per la rimozione immediata di questi strumenti di guerra sulla strada di Celestino? Sono due cannoni che avranno svolto la loro funzione quando l’unità d’Italia si doveva celebrare solo con il collante dell’esercito e non della cultura e della storia. Ma possono andar bene in un parco delle rimembranze, non sul cammino di chi va nella cella di Pietro da Morrone.

E’ questo il messaggio di ecumenismo di Celestino V?

E il “Centro celestiniano” studia solo i sensori?