RIFIUTATA DAL “CRATERE” SULMONA HA DIRITTO A SCEGLIERSI IL SUO VULCANO

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UN ERRORE DI FONDO IN CHI SI OPPONE AL PASSAGGIO NELLA PROVINCIA DI PESCARA

5 AGOSTO 2012 – Il consigliere provinciale dell’Udc, Andrea Gerosolimo, si dichiara desolato della posizione assunta da Donato Di Cesare, del Pdl, per il passaggio di Sulmona alla provincia di Pescara e sostiene che si tratterebbe di cambiare semplicemente padrone. Ritiene che Sulmona debba far leva sul fattore identitario e, semmai, attrarre sul suo territorio Pescara che, nella riforma imminente, potrebbe perdere la sua provincia.

Prima che lo sostenesse Donato Di Cesare, era una gran parte dei cittadini di Sulmona ad aver manifestato la preferenza per questo passaggio alla provincia di Pescara. Il Vaschione se ne è reso sostenitore da almeno un anno, cioè da quando si è avuta la certezza che il tribunale di Sulmona era il più fragile dei tre di tutta la provincia dell’Aquila. Sulmona, in sostanza, doveva cambiare strategia per salvare il tribunale e vari altri ruoli di città capoluogo di un grosso territorio al centro della regione.

Quindi, causa della desolazione di Gerosolimo è anche “Il Vaschione”.

Forse non riusciremo a rimuovere questo disappunto neppure con i molteplici argomenti che abbiamo sostenuto anche nei giorni scorsi, e ai quali, per brevità, dobbiamo fare un rinvio.

Quello che non ci convince è lo spirito identitario che dovrebbe sostenere Sulmona nelle sue scelte a favore della provincia dell’Aquila. E’ dimostrato che, quando si è trattato di disegnare il “cratere” dei Comuni terremotati, nel 2009, furono le scelte di personaggi contattati anche dalla presidenza del Consiglio ad escludere quello che ritenevano “un allargamento” che avrebbe banalizzato gli indennizzi e, in genere, i finanziamenti. Ci sono registrazioni telefoniche al riguardo; non stiamo maneggiando frottole e, a proposito l’assessore provinciale Teresa Nannarone presentò una denuncia alla Procura della Repubblica di Sulmona. E del resto, un cratere che arriva fino a Popoli, salta Sulmona e riprende a Bugnara non è un cratere, ma è una bizzarra presa in giro. Quale identità dovrebbe avere Sulmona con chi le dà calci nel sedere pur di non dividere le provvidenze del cratere? Gerosolimo forse si identifica in questa scelta?

Ma L’Aquila si identifica nel suo territorio?

Ma, più in generale, l’identificazione di un territorio con una città si riscontra nel tipo di contatti che volontariamente quei cittadini coltivano con la città: quindi non in quanto costretti ad andarci perchè lì stanno gli uffici, ma perchè è più interessante andarci per motivi commerciali, industriali, di svago. A noi sembra che, se non presi per il collo e costretti ad andare al catasto, all’INAIL, alle ramificazioni infernali di tutti i “nulla osta” che bisogna ottenere anche per costruire un pollaio, i sulmonesi preferiscono, almeno da una cinquantina d’anni, di andare a Pescara. E ci vanno anche per prendere il sole, per vedere un bel film, per mangiare il pesce. Così come i pescaresi mettono gli sci in macchina per andare a Roccaraso, mentre gli aquilani seguitano a recarsi a Campo Felice, Altopiano delle Rocche, etc.

Parlare di spirito identitario  per andare a discutere un ricorso alla commissione tributaria ci sembra un po’ fuori posto; staremmo per dire desolante, ma non vogliamo rubare i sostantivi a Gerosolimo, che peraltro gode di tutta la nostra simpatia.

Purtroppo, la simpatia non basta ad impedire che si dica quello che è: Sulmona è proiettata verso una città dinamica e vitale come Pescara e Pescara potrebbe avere molto se fosse sostenuta da una città d’arte come Sulmona. Questa è la nuova simbiosi che può modificare l’Abruzzo e sprigionare nuove energie.

Se l’acqua non può risalire alla sorgente

Quanto ad attrarre Pescara nel nostro territorio, beh, tutti possono sognare ad occhi aperti, ma nessuno può violare le leggi della domanda e dell’offerta. Se un aeroporto è stato collocato in un certo posto e in una certa città e aumenta il traffico di anno in anno mentre quello velleitariamente costruito dopo il terremoto (e prima di qualunque spending review) non può nemmeno impallidire al confronto, ci sarà un motivo; che magari sarà lo stesso per il quale la stazione ferroviaria sta lungo una delle linee più trafficate d’Italia. Insomma, questo assorbire Pescara nelle lande dell’Abruzzo interno sembra un po’ far “risalire il fiume alla foresta”, per riprendere una immagine suggestiva di Francesco De Gregori nella sua recente e bellissima “Vola vola vola”, nella quale evoca anche il ritorno del “giorno della festa” con struggente nostalgia.

 Insomma, tutte belle cose, nelle canzoni e nelle emozioni. Ma l’Abruzzo prosaico dei capoluoghi e della riforma delle province è un altro e Sulmona vuole stare dalla parte della locomotiva, senza tirare da sola pesi insopportabili.

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