CARABINIERI ALL’OSPEDALE MA IL TG3 PARLA DELLA “SAN RAFFAELE”

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CURIOSE VALUTAZIONI DEI GIORNALISTI PAGATI DAL SERVIZIO PUBBLICO

28 MARZO 2020 –In tempi di coronavirus i notiziari del TG3 sono migliorati parecchio, perché quanto meno sfoltiti dai servizi sulle mostre e sui libri dei soliti raccomandati, artisti mezze cartucce che ottenevano visibilità per l’amicizia con questo o quel giornalista; sono scomparsi anche i servizi di Ciro Venerato infarciti di ridondanti citazioni dai classici un tot all’etto; non sono scomparsi, ma fioriscono moderatamente, i servizi sulla “new” sempre fresca, cioè il terremoto dell’Aquila. Insomma è diventato un notiziario quasi normale.  

Ma questa Rai regionale non finisce di stupire e si impegna per creare sempre effetti speciali. Gestisce i notiziari con criteri opposti a quelli che si praticano nelle redazioni della cronaca e assomiglia sempre di più agli organi di stampa funzionali ad un partito, ad un gruppo politico, ad una persona. Così, mentre a Sulmona la notizia consisteva nella presenza di un “manager” della Asl impegnato a far deglutire una decisione irresponsabile e la base di questa notizia stava nella oggettiva presenza dei Carabinieri (come fa un cronista a ignorarli?), il notiziario regionale non ne fa minimamente cenno per due giorni interi; all’ultimo notiziario del secondo giorno si interessa di Sulmona e del coronavirus, ma per un caso della clinica “San Raffaele”; senza Carabinieri. Monta la polemica sulla destinazione a lazzaretto Covid dell’ospedale di Sulmona, dove alle 14 i “positivi” al coronavirus erano almeno quattro (quelli sicuri, poi qualcuno sarà stato nascosto nei sottoscala o negli ascensori); tutte le forze politiche e sindacali dicono la loro, compresa Italia Viva, che prima con qualche cane sciolto  insulta sui social chi opina che un reparto senza dotazioni non può accogliere i coronavirali e poi con un comunicato formale divulga la folgorante verità che un reparto senza dotazione non può accogliere i coronavirali (del resto sono tutti fans di Matteo Renzi…).

Insomma tutta la società sulmonese prende posizione sulle scellerate scelte di Regione e Asl. Ma i pensosi cronisti del TG3 si interessano ad un’altra polemica su Covid: quella sbandierata per Fonte Cerreto, dove nell’hotel Cristallo sono stati ospitati due, diconsi due, scampati al coronavirus e in convalescenza. Nel frattempo, per non perdere la battuta, la sede Rai di Pescara concede quattro minuti di servizio e di intervista (che equivalgono a paginate di giornali in termini di spazio e di risalto) ai sindaci di Cerchio e di Aielli che hanno scelto di acquistare test per esami sierologici del coronavirus; per fare eco alla analoga iniziativa della sindaca di Prezza che ha avuto per prima la fulminante idea. Da fulminante l’idea diventa strampalata, perché non è supportata da alcuna sicurezza scientifica. Ma pur di non parlare della rivolta dei medici e degli infermieri all’ospedale di Sulmona il TG3 (che paghiamo tutti noi e che, speriamo, dal bilancio dello Stato da ridimensionare per i prossimi decenni post pandemia sarà sostituito da più appropriati “lanci” dell’Ansa) parla dell’inconsistenza, dell’insostenibile leggerezza dell’essere e la cucina come se fosse un fatto reale, concreto, più palpabile delle divise e delle stellette dei Carabinieri.

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