CASINI BACCHETTA IL GOVERNO CHE NON RINUNCIA AL METANODOTTO

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FA BENE, MA SE CONTA LE RESPONSABILITA’ NON PUO’ TRASCURARE QUELLE DI CHI L’HA MESSA A FARE IL SINDACO

17 OTTOBRE 2018 – “Apprendiamo dalla stampa che il Governo scopre che rinunciare al progetto Tap (gasdotto trans-adriatico) costa troppo, pertanto sembra essere spianata la strada per l’avvio dei lavori. Noi continuiamo la nostra battaglia su tutti i fronti, ribadendo con determinazione la netta contrarietà di un intero territorio montano, a forte rischio sismico, alla costruzione del metanodotto e della Centrale di compressione gas a Sulmona. Avevamo sperato che il nuovo Governo  procedesse in discontinuità rispetto al passato in merito al progetto Snam,  dato anche il modo in cui i rappresentanti locali del Governo stesso hanno affiancato la battaglia locale, marciando per le nostre strade a sostegno delle ragioni del no, portate avanti da molti anni da tutto l’Abruzzo ed espresse attraverso atti e documenti”. E’ quanto afferma il sindaco Annamaria Casini. “Un mese fa avevo scritto una lettera al Ministro Sergio Costa, chiedendo un incontro finalizzato a una rivisitazione del progetto e dell’iter di attuazione, soprattutto in seguito alla sua dichiarazione inerente la mancanza di Vas nell’ambito della procedura autorizzatoria per il metanodotto Larino-Chieti. La notizia di oggi ci fa pensare che questo progetto “s’ha da fare” e non c’è Governo che tenga. Ma ribadisco” conclude il sindaco Annamaria Casini “che non molliamo e non arretriamo di un solo passo. Solleciterò di nuovo il Ministro e i parlamentari eletti in questo territorio, gli onorevoli Gabriella Di Girolamo, Primo Di Nicola e Alberto Bagnai, affinchè si facciano parte attiva contro la realizzazione di questi progetti infrastrutturali dannosi per il nostro territorio e favoriscano l’incontro con il Ministro, a questo punto urgente”.

Fa bene il sindaco a tentare tutte le strade per impedire la costruzione della stazione di pompaggio e dello stesso metanodotto. Ogni volta che però si richiama al passato non può fermarsi dove le aggrada di più: e, senza spingersi troppo lontano, non può sottacere il nome dell’assessore della giunta regionale che ha consentito il metanodotto, mandando alla riunione del governo a dicembre, in rappresentanza di tutta la giunta, Giovanni Lolli che sapeva del metanodotto e della stazione di pompaggio quanto noi sappiamo di grammatica araba.

Siccome la dott.ssa Casini non fa questo nome, ogni volta che pretende di ricostruire le vicende del metanodotto dando bacchettate a destra e a manca ci corre l’obbligo di fare questo nome: Andrea Gerosolimo, che ha messo Anna Maria Casini a fare il sindaco di Sulmona.

 

 

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