CENTRARE LA PROTESTA CONTRO LA CENTRALE

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CONTESTAZIONE SULLE CENTRALINE CHE NON SONO PROPRIO IL NUCLEO DEL PROGETTO DELLA SNAM

19 GIUGNO 2019 – Battagliera iniziativa, come sempre, delle associazioni ambientaliste di Sulmona contro il metanodotto della Snam e la centrale di spinta che verrà ad inquinare l’aria di tutta la Valle Peligna, anche per le inefficaci azioni giudiziarie intraprese dopo la debacle politica sul punto.

Infatti, gli ambientalisti hanno cercato di impedire le misurazioni in Piazza Paolo Di Bartolomeo: era in programma stamane un sopralluogo dei tecnici per la costruzione di centraline di rilevamento dei livelli inquinanti dell’aria. Con striscioni e altoparlanti, i manifestanti hanno espresso il loro dissenso, che è poi anche quello di persone che non credono alla utilità dell’opera pubblica per il soddisfacimento del bisogno di energia nello sviluppo dell’Italia. E’ stato sottolineato che il Paese dispone già di oltre il 50% del gas in più del proprio fabbisogno, peraltro il prevedibile discesa, e che, dunque, questo attraversamento del metanodotto è solo da ricollegare al progetto (niente affatto italiano, né studiato per l’Italia) di rifornire altre zone; con l’aggravante di un rischio sismico per zone classificate al primo posto per la loro storia di terremoti negli ultimi cinquecento anni.

Tuttavia qualche dubbio si può avere in ordine alla idoneità della manifestazione per bloccare la costruzione della centrale e del metanodotto. Le centraline di rilevamento della qualità dell’aria non sono strumentali alla costruzione di fondazioni, pareti e tetti della sciaguratissima centrale di Case Pente.

Per i lavori principali sono state espropriate le terre e il Consiglio dei Ministri, per la altrettanto sciagurata assenza di persone preparate a discutere, ha dato il definitivo nulla osta alla centrale e al metanodotto. Intanto che si costruiranno questo e quella, delle centraline in Piazza Paolo Di Bartolomeo la Snam sarà felicissima di fare a meno; probabilmente sarebbe felicissima anche di farne a meno dopo. E del resto dovrebbero insegnare qualcosa i miasmi che provengono dallo stabilimento del COGESA, non molto distante dal sito scelto dalla Snam. Forse la protesta contro metanodotto e centrale si spinta, invece che contro le centraline, dovrebbe essere un po’ più… centrata. Certamente non se ne può fare un addebito agli ambientalisti, che almeno, se convocati dal Consiglio dei Ministri del dicembre 2017, non se lo sarebbero fatto ripetere due volte e avrebbero volentieri sostituito il vice-presidente della Regione, Giovanni Lolli, con i suoi sbadigli e il suo non sapere di che cosa si stesse trattando.

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