Chiodi confonde il metanodotto adriatico con il gas alle frazioni

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Impianto gasPARLA DI “OPERA DI URBANIZZAZIONE” E QUASI ESULTA PER LA SENTENZA DELLA CONSULTA

15 LUGLIO 2013 – I Comitati cittadini per l’ambiente scoprono il vero volto politico del presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, nelle parole che questi ha pronunciato dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge regionale approvata per inibire la costruzione di gasdotti in aree altamente sismiche. Chiodi avrebbe detto: “Lo sapevo”.

“Certo che lo sapeva – sottolineano i Comitati – perché egli non solo non ha fatto nulla per impedire l’esito della vicenda, ma ci ha messo abbondantemente del suo: infatti, il 15 ottobre 2012, Chiodi ha riunito la Giunta regionale ed ha approvato una delibera (la n. 660 di ben 24 pagine) con cui dà pienamente ragione al Governo nazionale – che aveva impugnato la legge regionale – perfino su aspetti che invece non sono stati accolti dalla Corte! Quindi la Regione, non solo non si è costituita in giudizio a difesa di una sua legge approvata alla unanimità dal Consiglio Regionale, ma ne ha anche favorito la bocciatura sostenendo la “fondatezza di tutti i motivi di ricorso” del Governo nazionale! Proprio un bell’esempio di uomo di governo per il quale la  salvaguardia della salute e della sicurezza dei cittadini abruzzesi non è, evidentemente, un problema. Un comportamento diametralmente opposto a quello di Chiodi è stato, invece , quello tenuto da un altro Governatore, Vasco Errani dell’Emilia Romagna, il quale, a proposito del deposito sotterraneo di gas  di Rivara (MO), ha contrastato il progetto durante tutto il suo iter amministrativo ed ha negato l’intesa con lo Stato nell’aprile 2012, un mese prima del sisma che ha colpito la Regione”.

E un’altra grave scelta ha caratterizzato l’atteggiamento della giunta presieduta da Chiodi. Il “governatore”, fanno rilevare i Comitati per l’ambiente, “ha sostenuto che il megagasdotto “Rete Adriatica” non sarebbe altro che … un’opera di urbanizzazione! Ma ome? Un’opera mastodontica e “strategica”, che attraversa 10 Regioni e che necessita di una  serie innumerevole di pareri ed autorizzazioni, comprese le intese con lo Stato, viene equiparata ai tubi che portano il gas alle utenze finali che, come è noto, non richiedono autorizzazione?”