CI MANCA SOLO L’INCENERITORE

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SEGRETATI GLI ATTI PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE DEL NUOVO IMPIANTO DI RIFIUTI IN VALLE PELIGNA? DOVE STANNO IL VECCHIO SINDACO E IL NUOVO?

18 AGOSTO 2025 – Sulla ipotesi, ormai tradotta in progetto, di un inceneritore di rifiuti tramite pirolisi e gassificazione, e sulla connessa procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prende posizione “Alleanza Verdi e Sinistra Sulmona”. Scrive di “una vicenda che conferma, ancora una volta, come il nostro territorio venga considerato terra di conquista, privo di una strategia di tutela e sviluppo e sacrificabile agli interessi di altri”. Si domanda se “la nostra valle rischia di diventare il punto di raccolta e smaltimento dei rifiuti provenienti da tutto l’asse Pescara–Roma, con la prospettiva concreta di ampliamenti futuri, resi possibili dalla natura modulare dell’impianto”.

Chiede al sindaco di Sulmona di “rivestire pienamente il ruolo di cui la città lo ha investito e di schierarsi con chiarezza contro questo progetto, facendosi garante della tutela del territorio e non spettatore passivo di decisioni calate dall’alto”.

Osserva che “gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra Sulmona hanno da sempre sostenuto, senza esitazioni, le ragioni dei movimenti ambientalisti e dei comitati civici, opponendosi a questo impianto sin dall’inizio ed anche in contrasto con la passata amministrazione che, sorprendentemente, lo aveva giudicato compatibile con il nostro territorio”. Prendendo lo spunto dal fatto che sarebbe stata disposta la secretazione di documenti fondamentali, ribadisce che “la trasparenza e la partecipazione non sono optional: i cittadini devono avere accesso a tutti i dati, devono poter decidere del loro futuro e non subirlo. D’altra parte la conoscenza e la capacità di decidere è ciò che distingue i cittadini dai sudditi”. Conclude invitando “la popolazione, le associazioni e i comitati a mobilitarsi uniti. Malgrado la deriva dei tempi, ostinatamente riteniamo che solo con una risposta collettiva si possa uscire dalle secche di un presente fatto di sudditanza e mancanza di prospettive”.

L’aspetto più inquietante è proprio il riferimento al velo di segreto che sarebbe stato imposto per un impianto direttamente connesso alla qualità della vita di tutto il comprensorio. In secondo luogo, delle fasi che hanno riguardato l’iter della pratica in Comune (se lo hanno riguardato) deve rispondere anche il sindaco Gianfranco Di Piero che, va detto subito viste le eroiche uscite sull’edificio di Santa Maria di Roncisvalle poi sequestrato dalla magistratura penale, è bene che non provi neanche a dire che “hanno fatto tutto gli uffici”. In terzo luogo, si rendono indispensabili la presenza e l’azione del sindaco attuale, per quello che, seppure altri prima di lui abbiano sbagliato per superficialità o incompetenza (o deliberatamente contrastato gli interessi dei sulmonesi) può e deve fare.

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