COMUNE CONDANNATO A PULIRE PALAZZO MAZARA

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La transenna come appare in Via Mazara

IL TRIBUNALE STABILISCE ANCHE UNA PENALE PER OGNI GIORNO DI RITARDO

4 SETTEMBRE 2019 – Con una articolata ordinanza emessa ieri, Il Tribunale di Sulmona ha condannato il Comune a “provvedere entro 15 giorni alla pulizia e disinfestazione delle aree di sua proprietà e all’apposizione di dissuasori o altri sistemi di protezione idonei ad impedire l’accesso di volatili o altri animali nelle aree stesse”. Ha inoltre condannato il Comune al pagamento di euro 50 per ogni giorno di ritardo e al pagamento delle spese della fase del reclamo.

Ora il Comune dovrà entrare comunque nel Palazzo che ha abbandonato il 18 gennaio 2017 per l’ordine di sgombero che la stessa sindaca emise dopo le scosse di terremo del giorno precedente, senza alcun riscontro tecnico sull’asserito deterioramento dei livelli di sicurezza sismica dell’immobile, come ha riscontrato il TAR in seguito ad un ricorso. Dopo tale insensato provvedimento, Palazzo Mazara è stato consegnato al dominio dei volatili, che lo stanno devastando, anche a causa dell’incuria del Comune che lascia aperti vari infissi sui quattro lati, agevolando l’intrusione di piccioni. Tutte le amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi venti anni sono state raggiunte da provvedimenti del Tribunale che hanno sanzionato, quasi sempre con la condanna al pagamento delle spese processuali, la carenza di interventi di manutenzione in quello che Giovanni D’Alessandro su “Il Centro” ha definito “il più bel palazzo d’Abruzzo” e che viene riportato ricorrentemente nei repertori di architettura per la particolare conformazione degli spazi di dimora unifamiliare disposta su più piani, appartenuta ai marchesi Mazara fino al 1973 (quando il primo piano fu venduto al Comune per 25 milioni di lire) e, per il secondo piano, fino al 1982, con una estensione complessiva di oltre 3.000 mq., dei quali più di 500 di raffinate decorazioni nelle sale di rappresentanza che, fino all’epoca del marchese Vincenzo Mazara, si distinguevano secondo i colori degli arredi.

L’ordinanza del Tribunale è di particolare rilievo giuridico per l’esame dei rischi alla salute connessi alla presenza di fattori di degrado. Infatti, svolta la premessa che “Nel caso di specie, il Tribunale effettivamente non dispone degli strumenti per accertare in base a leggi scientifiche e statistiche se, in che termini e con quale probabilità la vicinanza di un soggetto a non trascurabili quantità di escrementi di volatili potrà degenerare in rischi concreti per la salute”, il componente del Collegio Dott. Ferruccio che ha redatto il provvedimento aggiunge subito : “ma è nondimeno nelle condizioni di affermare –secondo il proprio prudente apprezzamento – che la mera possibilità di verificazione di rischi per la salute, ancorchè del tutto marginale o persino infinitesimale, deve essere scongiurata, nell’immediato, attraverso l’esecuzione delle necessarie opere di pulizia e disinfestazione dell’immobile e delle relative pertinenze”.

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