INCONTRO DI STUDIO SU INFORMAZIONE, DEONTOLOGIA E GARANZIE INDIVIDUALI
17 MAGGIO 2026 – “Diritto di cronaca e tutela delle persone” sarà il tema di un “incontro pubblico” mercoledì 20 maggio alle ore 17,30 presso il Centro Congressi di Bugnara. Gli organizzatori sottolineano l’”esigenza di interrogarsi sul ruolo dell’informazione nella società contemporanea, soprattutto quando la cronaca coinvolge persone fragili, famiglie, vittime, soggetti vulnerabili o minori. In questi casi – aggiungono – il diritto-dovere di informare deve necessariamente confrontarsi con il rispetto della dignità della persona, della riservatezza e delle norme deontologiche che regolano l’attività giornalistica e professionale”. Organizza il “Centro Studi e ricerche Nino Ruscitti”. Interverranno: il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sulmona, dott. Luciano D’Angelo, il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, dott. Stefano Pallotta e il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona, avv. Luca Tirabassi; moderatore sarà Giovanni Ruscitti.
Il presidente del Centro Studi Nino Ruscitti, Matteo Servilio, che aprirà i lavori, dichiara che “L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto tra mondo dell’informazione, professioni forensi e istituzioni, con l’obiettivo di affrontare un tema di grande attualità civile: come garantire il diritto dei cittadini a essere informati senza sacrificare la tutela delle persone coinvolte nei fatti di cronaca”.
L’occasione è buona per ribadire qualche considerazione esternata durante uno degli ultimi scioperi indetti dai giornalisti per il rinnovo di un contratto vecchio di molti anni. Il panorama, con le ultime testate on-line (molte delle quali neppure registrate), non va migliorando, con una sostanziale irresponsabilità di chi scrive e di chi trasmette. Ma non va molto meglio neppure sul versante della carta stampata, cioè nell’ambito che ha destato più studi, più sentenze, più provvedimenti d’urgenza (proprio quella urgenza di garantire una pari dignità alle rettifiche). Lo sport di alcuni giornalisti sembra essere quello di evitare la pubblicazione delle rettifiche, oppure di confinarla in spazi quasi nascosti e di… resistere, resistere, resistere anche quando la rettifica viene chiesta al giudice e questi la ordina. Faranno bene al “Centro studi” a parlare di deontologia, perché forse è proprio quella la chiave per rimuovere questo recalcitrante atteggiamento contro la legge.






