CONFERENZA DI EMANUELA CECCARONI

429

Sisma millenarioI segni si trovano ancora nelle chiese

mosaici-romaniQualcosa si è spezzato ad un certo punto. I santuari di epoca romana nella zona di Sulmona non sono pochi; e quasi tutti recano le tracce di un improvviso abbandono, con evidenti lesioni su alcune strutture.

Deve essere stato il terremoto dell’inizio del II secolo d.C.. Un riferimento letterale ad un “moto” che portò poi due personaggi dell’epoca a restaurare una pesa si rinviene chiaro e inconfondibile in una iscrizione della Chiesa di San Clemente a Casauria, perché quella scossa dovette riguardare tutto l’anello intorno al Monte Morrone, compresa San Valentino, dove probabilmente ci fu l’epicentro. Corroborano, poi, gli ultimi risultati delle ricerche il rinvenimento di monete e la contestualità di questa che gli archeologici definiscono la “dismissione” di alcuni edifici sacri, soprattutto dedicati ad Ercole, compreso quello di Sant’Ippolito a Corfinio. Le analisi sull’inquadramento storico di molti reperti hanno consentito di distinguere le tracce di quel terremoto da altri crolli o assestamenti del terreno e di riscontrare che in concomitanza di quasi tutti gli eventi tellurici si sono sprigionati incendi. Sono chiavi di lettura che permettono di pervenire alla attendibile conclusione circa un effettivo sconvolgimento delle abitudini della gente del posto, causato dal sisma.

Di una serie continua di riscontri ha riferito a Palazzo Mazara l’archeologa Emanuela Ceccaroni nel quadro del ciclo di conferenze “30 minuti d’Arte e Cultura – Conversazioni sul patrimonio culturale abruzzese”, organizzate per la “Settimana della cultura” promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. La prof. Ceccaroni ha trattato il tema : “Dallo scavo archeologico alla ricerca sismologica: il terremoto del II sec. d.C. nella Valle Peligna”.