DATI ALLARMANTI IN UN CONVEGNO

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Per la prima volta i posti assegnati alla scuola di chirurgia

dal Ministero non sono stati coperti per intero. Il dato è ancora più allarmante se paragonato alla espansione geometrica della richiesta di accesso alle professioni intellettuali,

 chirurgocompresa quella medica, e alla sempre maggiore domanda di servizi sanitari (di interventi chirurgici, in particolare). Lo ha riferito il prof. Aldo Carnevale, nel primo intervento a duna giornata di studio e di aggiornamento organizzata dai magistrati d’Abruzzo e svolta venerdì 21 maggio al Teatro di Sulmona.

Numerosi sono stati i richiami alla situazione allarmante della chirurgia: le eccessive richieste di risarcimento, sia in quantità che in entità finanziaria, hanno determinato che le imprese assicuratrici alla terza denuncia di sinistro (“denuncia” è stato sottolineato, non “sentenza di condanna al risarcimento”) recedono dal contratto e il medico non riesce a trovare protezione presso nessun’altra impresa. Soprattutto, poi, viene scoraggiata la normale e giusta tensione che il medico deve avere per risolvere i casi più difficili, quelli che presentano probabilità di successo meno elevate. Il prof. Pascali, primario all’Università Cattolica di Roma, ha affermato che “Il modo intuitivo di ragionare non è ammesso in tribunale, perché crea dei salti logici che è estremamente difficile colmare”. Proprio per la capacità intuitiva, “il grande medico impiega una frazione di tempo limitata rispetto al medico mediocre” e, dunque, non si può procedere secondo un protocollo (o “linee guida”) che è studiato per la “normalità”