Del Corvo tifa Avezzano e si lamenta se Sulmona non lo porta dalla Cancellieri

290

2 OTTOBRE 2013 – La Provincia prende cappello per essere stata esclusa dal Comitato che domani andrà a Roma ad incontrarsi con il ministro Cancellieri.

La vicepresidente, Antonella Di Nino definisce “una scelta decisamente discutibile” il fatto che l’ente non sia stato invitato a partecipare, visto che “ si è sempre schierato, nella lotta contro la soppressione dei Tribunali della provincia; non ultimo, l’appello, nei giorni scorsi, del presidente Antonio Del Corvo alla Cancellieri. La Provincia dell’Aquila ha sposato immediatamente la battaglia per il Tribunale e sicuramente meritava di essere presa in considerazione. Ritengo – continua la Di Nino – che quando c’è l’interesse collettivo preminente, sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni politiche. Una delegazione Istituzionale, (nel pieno rispetto della filiera istituzionale), a fianco del mondo dell’avvocatura (che si sta battendo senza sosta sino all’encomiabile iniziativa dei colleghi che hanno posto in essere lo sciopero della fame a vantaggio sì di tutto l’interesse collettivo), avrebbe avuto una connotazione decisamente diversa. Non si poteva sottacere tale mancanza istituzionale da parte del Sindaco di Sulmona e di chi con lui ha deciso, ma questo non farà mai venire meno la vicinanza dell’Ente ad una battaglia di “giustizia” che va combattuta non nell’interesse della classe ma nell’interesse della collettività. Ad ogni modo, auspichiamo che i sette che saranno giovedì a Roma, riescano nell’intento e che, con le giuste motivazioni alla mano, riescano a far fare un passo indietro al Ministro, scongiurando così, l’ulteriore depauperamento del territorio. Del resto i dati oggettivi che la delegazione dovrà portare a Roma sono tali e tanti (finanche alla possibilità di ridisegnare la geografia giudiziaria) che non potranno  essere oscurati da quella furia cieca di una riforma (aimè approvata anche da chi oggi farà parte di quella delegazione!!) che non porterà nessun beneficio né in termini di risparmio (risparmio che non si fa sulla testa dei cittadini!) né di efficienza”.Da parte sua il presidente Antonio Del Corvo precisa che “Nella mia lettera indirizzata al Ministro Cancellieri ho sottolineato che entrambi i Tribunali della provincia, rappresentano un punto di forza senza i quali, il territorio verrebbe palesemente discriminato, in virtù di un risparmio dello Stato che costerebbe troppo caro ai cittadini. Auspico che la delegazione metta a segno l’obiettivo a cui mirano tutte le Istituzioni, senza distinzioni di appartenenza”.Cominciamo dall’ultimo e riposizioniamo le gambe a Del Corvo che se le accorcia per quello che dice. Basta rileggersi la lettera che cita per rendersi conto che non ha saputo resistere alla tentazione di menare vanto per il tribunale Avezzano senza menarne altrettanto per Sulmona. Se ha la memoria corta e non vuole chiedere al personale il testo di quel messaggio alla ministra è sufficiente che legga in questo sito “Del Corvo scrive alla Cancellieri ed esalta il tribunale di Avezzano” nella sezione GIUSTIZIA. Ora che egli voglia pescare dove ha più voti può essere comprensibile, ma che voglia prendere i Sulmonesi per il naso è un po’ troppo. In un contesto nel quale Sulmona ed Avezzano sono stati eliminati, chiedere al Ministro di ripensarci e sottolineare che Avezzano va come una locomotiva significa fare la parte che dovrebbe fare il sindaco di Avezzano e non quella del presidente della provincia dell’Aquila.

Di conseguenza, non si comprende neppure il riferimento che la vice-presidente sciorina come una occasione di vanto per l’operato “provinciale”.

Altro è criticare il Comitato per non aver neppure invitato la Provincia e su questo l’avv. De Nino ha ragione da vendere: in un comitato nel quale ci sono Giovanni Legnini, Paola Pelino e Stefania Pezzopane (i primi due autentici killer dei tribunali di Sulmona ed Avezzano e di altri trenta, l’altra che ha annunciato da sei mesi una interrogazione che si tiene nel cassetto mentre ha dato la precedenza a quella sulla Finmek che solo per coincidenza sta pure a L’Aquila) mettere la Provincia dell’Aquila non avrebbe nuociuto di più. Ma l’avv. Di Nino può consolarsi: per quello che servirà questo viaggio a Roma, e l’incontro con il Ministro, nel quale la dott.ssa Cancellieri tambureggerà con la biro in mano e guarderà ogni tanto l’orologio, non andare non significa peggiorare la situazione. Siamo già al punto più basso. Tra l’altro la ministra Severino non faceva rima con Birritteri; quella attuale sì.

 (Sulla trasferta del funzionario ministeriale al tribunale di Sulmona v. “Birritteri, Marchionne e i giudici” nella sezione GIUSTIZIA di questo sito).