Le Regioni vogliono il referendum sui tribunali

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MA LA SOLUZIONE  RAZIONALE VIENE DA SCELTE TECNICHE

30 SETTEMBRE 2013 – Ben otto regioni si sono accodate all’Abruzzo nel proporre un referendum contro la legge di soppressione degli uffici giudiziarii periferici:

Basilicata, Calabria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Campania, Liguria, Piemonte vogliono che si esprimano gli Italiani sulla riforma che ha soppresso tutti i tribunali che non hanno sede nei capoluoghi di provincia e tutti gli uffici del giudice di pace che non avevano sede nelle città capoluogo di circondari nel giugno 2011.

Tutto è utile per impedire che si realizzi una riforma basata sul formalismo delle ripartizioni provinciali, che in Abruzzo ha soppresso quattro tribunali dislocati nella metà meridionale della regione lasciando gli altri quattro tutti nella metà settentrionale e lasciando soprattutto a poco più di dieci chilometri l’uno dall’altro due tribunali solo perchè hanno sede l’uno a Pescara e l’altro a Chieti. Ma l’arma del referendum sembra la meno adatta: tanto per dire, a giudicare dai commenti sui siti dei quotidiani nazionali, al 99% si leggono proteste feroci per questa iniziativa referendaria che andrebbe contro il contenimento della spesa pubblica; del resto, che meraviglia? Il parlamento approvò con maggioranza del 95% la legge di soppressone dei tribunali.

Il referendum asfalterebbe le residue speranze di ottenere una legge giusta ridisegnando le circoscrizioni territoriali (si chiamino province o in altro modo) sulle quali ricalcare la divisione periferica degli uffici giudiziari. Per l’Abruzzo soprattutto la battaglia passa solo attraverso il nuovo assetto territoriale, sopprimendo di conseguenza il tribunale di Chieti che non si giustifica a dieci chilometri da Pescara e uno dei due tra Vasto e Lanciano (che sono collegate a quindici minuti di auto). Indire un referendum per raggiungere a stento il quorum su una questione che a Roma, come a Milano, Napoli, Palermo e Torino non interessa nessuno e, una volta raggiunto il quorum, viaggiare sulle percentuali sopra riferite vuol dire solo dare una conferma alla legge, addirittura darle una investitura di democrazia diretta.