DI’ QUALCOSA DI SULMONA

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IL RUOLO DI UN SINDACO ASSENTE E LA FOLLA DI CANDIDATI

21 FEBBRAIO 2024 – I due anni e mezzo di governo di Gianfranco Di Piero hanno portato ad un risultato in linea con il dolce far niente del personaggio e con la serie di sgambetti che tende agli altri per evitare che nel confronto lui ci rimetta: la città non ha un candidato espressione della sua maggioranza. Tale è il deserto che rimane dopo il transito della sua immagine e della sua spossatezza esistenziale che nessuno sa rialzarsi a proporre qualcosa di creativo: anche solo a proporsi, nel nome di una città capoluogo, come si fa ad Avezzano e (che lo diciamo a fare?) a L’Aquila.

E’ fisiologico che un sindaco cerchi collegamenti dai quali possano scaturire occasioni per la città: non solo finanziamenti, ma prospettive di sviluppo che sollevino i progetti e li rendano praticabili, o cantierabili come si dice in gergo. E’ di qualche giorno fa la previsione che Sulmona nel 2041 avrà 16.000 abitanti. Di fronte ad una emergenza simile, un sindaco rivolta i tavoli per chiamare i partiti e spendersi in una o due candidature autorevoli, prima ancora che le forze si disperdano in dieci candidature impossibili e la città diventi terra di conquista.

Di Piero non ha un nome in agenda o, il che è lo stesso, non lo rende noto, non ne fa partecipe la città in modo che si possa sperare che alla fortuna del suo referente possa corrispondere la fortuna della città. La realtà che lui ha modellato è descritta da un dato fondamentale: il partito che di più lo sostiene in maggioranza e al quale egli si inchina da vassallo, cioè il PD, non esprime un candidato della città.

Non è che dall’altra parte si sia fatto di meglio. Ma dopo due anni e mezzo di dolce far niente, un sindaco non può cullarsi sulla constatazione che peggio di questa maggioranza c’è solo questa opposizione. L’ambiente di “Fratelli d’Italia” di Sulmona deve essere fatto di fantasmi, a giudicare dalla mestizia con la quale affronta le “regionali” dopo la batosta delle “comunali” del 2021. Poi, seppure dovessero riuscire nomi di questa “Destra”, Di Piero li eviterebbe. Non ha mai alzato il telefono per perorare una iniziativa presso Antonietta La Porta, che pure è consigliere regionale uscente di maggioranza.

E così i Sulmonesi hanno perso le elezioni prima ancora di andare alle urne.  

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