“DIMETTITI, GREGARIO”

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IL MONITO DEL COORDINATORE DI FRATELLI D’ITALIA PER I DOPPI GIOCHI DI VITTORIO MASCI E IL RUOLO ASSERVITO AL PD

29 DICEMBRE 2024 – Il coordinatore provinciale di “Fratelli d’Italia, Claudio Gregori, è intervenuto sulla crisi al Comune di Sulmona: “In considerazione della grave situazione politica e amministrativa che da tempo attanaglia la Città di Sulmona – sottolinea – si può affermare di essere giunti ad un punto di non ritorno, l’amministrazione guidata da Di Piero, targata Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, è evidente che non abbia i numeri necessari per mantenere una maggioranza stabile e coesa capace di garantire alla Città una continuità amministrativa. Fratelli d’Italia coerentemente ritiene sia giunto il momento di porre fine a questa esperienza di governo. È doveroso aprire una nuova fase amministrativa, con un’ amministrazione capace di rispondere concretamente alle esigenze della comunità, tracciando un nuovo percorso di rilancio economico e sociale del territorio, rivitalizzare le aree di crisi, destinando grande attenzione ai livelli occupazionali e produttivi, a cominciare dalla vertenza Magneti Marelli. Sulmona rappresenta uno dei centri più importanti della nostra regione e deve avere un’amministrazione capace di darle tale ruolo. Fratelli d’Italia preso atto di questa palude politico-amministrativa e nella prospettiva di condividere con le altre forze politiche del centrodestra la costruzione di un percorso politico programmatico che punti al rilancio della città ovidiana, annuncia che coerentemente con l’impegno preso con gli elettori resterà all’opposizione del sindaco Di Piero”.

Che il coordinatore provinciale abbia sentito il dovere di affermare con chiarezza quale sia il compito dell’opposizione in un contesto nel quale la stessa maggioranza si sfalda è la prova del nove che “Fratelli d’Italia” non si fida più del proprio consigliere Vittorio Masci. Nei confronti di Di Piero, e soprattutto nei confronti del PD di Mimmo Di Benedetto, ha fatto doppi e tripli giochi politici, con scialuppe di salvataggio su temi che stavano molto a cuore all’uomo di Franco La Civita, come l’affare delle mense scolastiche, la caserma dei vigili del fuoco, il sequestro di un intero palazzo sulla Via del Tratturo per una società della quale Di Benedetto è revisore dei conti. Al punto che, per esempio, “ReteAbruzzo” ha rilevato che questa uscita di Gregori “mette con le spalle al muro anche il consigliere comunale di riferimento Vittorio Masci“. Questi è reduce dalle cene con Di Piero e gli altri della maggioranza, quando si era prenotato per studiare le carte degli scandali più eclatanti degli ultimi trent’anni a Sulmona, come quello delle mense, mandate a gara con un bando molto… specifico, e Santa Maria di Roncisvalle, con una baracca diventata palazzo in zona parco. E non ha mai completato questi studi.

Sarà arrivato il momento anche per “Fratelli d’Italia” di dare una controllatina a quello che si fa a livello locale, se non altro per scongiurare l’inciucio con il PD che a livello nazionale viene considerato, giustamente per un partito che aspiri ad un minimo di coerenza e di rispetto della propria storia, un’autentica cloaca. Quando Gregori auspica un “nuovo percorso”, si riferisce con chiarezza ad una svolta, che deve passare proprio attraverso il suo partito; anzi, deve muovere i primi passi dal partito che nella discontinuità dal governo Monti ha ottenuto un responso plebiscitario. Ma deve farlo con persone presentabili. La sferzata dalla parte sana del partito viene a spezzare ogni velleità di parlare da oracolo “de noantri” di Vittorio Masci, con l’ipotesi di una mozione in consiglio comunale (per scongiurare la firma compatta per le dimissioni dei nove consiglieri domani) e far guadagnare a Di Piero, a Di Benedetto e al resto dell’Armata Brancaleone un’altra mesata. Il monito di Gregori, evidentemente sollecitato da chi in Fratelli d’Italia crede ancora alla coerenza, ha l’inequivocabile significato: “Vai a dimetterti, gregario” per chiudere i conti con l’esperienza fallimentare della candidatura a sindaco di Vittorio Masci nel 2021 mentre a L’Aquila e Avezzano la Destra andava a gonfie vele. Questa strigliata potrebbe anche far capire a Masci che non ha più un futuro in quel partito e potrebbe consegnarlo numericamente alla maggioranza con il pretesto di non assecondare una crisi voluta da Andrea Gerosolimo. Si concederebbe, così, l’ammazzacaffè delle cene d’estate. Ma almeno non in nome di Giorgia Meloni.

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