DOPO LA RELEGAZIONE, PER OVIDIO UNA CASA POPOLARE

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POTREBBE SFUMARE IL PROGETTO DI UNA CASA TUTTA PER LUI A CORFINIO

8 FEBBRAIO 2015 – Il Comune di Sulmona fa orecchi da mercante sulla ipotesi di patrocinare la costruzione di una casa per Ovidio a Corfinio, a due passi dall’anfiteatro della capitale della Lega italica.

Dalla “villa di Ovidio” un po’ più su della Badia morronese, Publio Ovidio Nasone rischia di non meritare neppure una casa popolare: non c’era da mettere in dubbio che, se fosse rinato oggi, uno dei massimi poeti della latinità avrebbe preferito la relegazione in Romania, piuttosto che il trattamento dei suoi concittadini.

Si fa portavoce dell’attuale stato del progetto il comitato promotore, che ha espresso una forte preoccupazione per il lunghissimo silenzio del Comune di Sulmona. “Nonostante l’entusiasmo (informale) espresso dal Sindaco, nell’autunno del 2013, dal Vicesindaco-Assessore alla Cultura, a giugno del 2014 e del Presidente del Consiglio, a dicembre 2014, ad oggi l’Amministrazione sulmonese non ha ancora rilasciato il patrocinio gratuito. Tale adesione rappresenta un passaggio fondamentale poiché è un atto propedeutico all’individuazione dell’area ove ubicare la Domus italica da dedicare ad Ovidio, ma è anche un segnale atteso da tutte quelle istituzioni che hanno già aderito e quelle che hanno intenzione di aderire a valle di una formale scesa in campo del Comune di Sulmona, patria dell’importante poeta latino. Ad oggi hanno aderito al progetto per la realizzazione della Casa dedicata a Publio Ovidio Nasone: 1) Dipartimento Lettere, Arti e Scienze Sociali, Università degli Studi G. D’Annunzio, Chieti-Pescara; 2) Agenzia di Promozione Culturale di Sulmona – Regione Abruzzo; 3) Provincia di Chieti; 4) Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue – Università degli Studi Roma Tre; 5) Regione Abruzzo; 6) Comune di Roccaraso; 7) Comune di Roccacasale; 8) AIDOSP (Associazione Italiana Dottori in Scienze Politiche); 9) Ambasciata di Romania in Italia; 10) Comune di Raiano. Il mancato riscontro del Comune di Sulmona, alle tre istanze indirizzare alle figure istituzionali comunali sopra menzionate, ha di fatto bloccato i lavori e tale blocco ha causato un grave ritardo per l’espletamento dell’iter burocratico necessario per finanziare l’opera. Considerata la situazione, l’auspicio dei componenti del Comitato promotore è quello di vedere, al più presto, il Comune di Sulmona nel ruolo di partner attivo, allo scopo di recuperare il tempo perduto. In difetto nel prossimo mese di aprile i promotori del progetto saranno costretti a rinunciare ad un opera di notevole interesse che il progetto suscita a livello nazionale ed internazionale coscienti del fatto che il momento magico da cogliere, quello del bi millenario della morte di Ovidio (2017), si riproporrà solo tra cento anni”.

Qualche conto dovrebbero farlo quelli del Comitato, perché tra cento anni non si riproporrà il momento magico del bimillenario della morte di Ovidio, ma semmai il bimillenario + 100, che non è proprio una data importante; se alludevano al trimillenario (che in effetti può essere posto sullo stesso piano di importanza del bimillenario), certamente non sarà un problema nostro e delle prossime quaranta generazioni di Sulmonesi. Quanto a conti, possono gareggiare solo con Franco Iezzi, che disse che Galeno aveva ispirato l’opera di Ovidio (nato circa 100 anni prima di lui…; v. “Franco Iezzi sposta Ovidio di cento anni” nella sezione OVIDIO di questo sito).

Comunque, abbiamo capito e il concetto è reso con i dovuti toni perentori. Solo di un altro chiarimento  avremmo bisogno: come hanno potuto percepire un entusiasmo… informale espresso dal sindaco di Sulmona nell’autunno 2013? L’entusiasmo è entusiasmo oppure non è: Ranalli esultava solo con un emisfero del cranio? Saltava solo con una gamba? Forse andava già incontro ad una… metamorfosi.

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