DOPO LE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA CON I TRATTORI IN PIAZZA PER UNA SVOLTA SUGLI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI

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Il miracolo ecologico che si chiede a San CosimoLABORATORIO PER IL NUCLEARE PULITO NEL TUNNEL DEI RIFIUTI ATOMICI

Manifestazione-del-20-marzo-lungo-il-CorsoFacendo a meno dell’uranio, si potrebbe comunque produrre energia nucleare. Si tratterebbe, in sostanza, del “nucleare pulito”, che per ora è accolto da molta attesa e da qualche scetticismo, come è avvenuto per altre fonti energetiche, alternative al petrolio e al nucleare “classico”.

Ne ha parlato la Camera dei Deputati nella seduta del I luglio 2009, con un ordine del giorno che prende lo spunto dalla necessità di diversificazione delle fonti di energia. L’approccio è decisamente diverso da quello che il famoso referendum popolare ha consegnato alle forze politiche. L’Italia espresse un chiaro “no” all’insediamento delle centrali nucleari e, di fatto, almeno per quasi venti anni, il programma fu accantonato. Né sussistono adesso elementi validi per ritenere che gli italiani abbiano una diversa opinione. Giovani-in-Piazza-XX-Settembre-il-20-marzoC’è, però, la possibilità di approfondire gli studi per ottenere una quantità di energia pressoché illimitata, senza correre i rischi delle contaminazioni connesse all’uso dell’uranio e, soprattutto, allo smaltimento delle scorie. L’energia si ricaverebbe dalla pressione (da qui la radice “piezo”) e sarebbe coniugata al ferro: tra l’altro, dunque, potrebbe contare sulla sovrabbondanza di un metallo tra i più diffusi in natura: “Nell’ultimo decennio in Italia – premette l’ordine del giorno della Camera dei Deputati – sono stati condotti importanti studi sulle reazioni piezo-nucleari, sia nei liquidi che nei solidi, le quali possono essere prodotte da diverse fenomenologie tra cui onde di pressione, onde d’urto, ultrasuoni”, per annotare che “I risultati della ricerca sulle reazioni piezo-nucleari potrebbero avere un forte impatto sullo sviluppo di tecnologie nucleari svolgendo il ruolo determinante anche in termini di smaltimento delle scorie radioattive”. In tal senso, la proposta conclusiva dell’ordine del giorno è quella di impegnare il Governo “ad adottare, anche attraverso provvedimenti legislativi, idonee misure di sostegno finanziario per lo studio e l’applicazione delle reazioni piezo-nucleari scoperte dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) per i liquidi e dal Politecnico di Torino per i solidi brevettate dal CNR”.

Siamo, dunque, alla preistoria del percorso amministrativo e politico, perché siamo ancora agli intenti. Peraltro, il percorso non si è fermato a luglio e una tappa rilevante sembrerebbe riguardare il Colle San Cosimo, conosciuto finora per sinistri riferimenti alle testate nucleari che vi erano conservate negli anni Sessanta e Settanta, secondo una famosa interrogazione presentata dal sen. Michele Celidonio, e per l’accumulo di scorie provenienti dalla lavorazione nucleare, secondo quanto fu possibile interpretare nella scelta, operata nel 1990 dall’Enea, di includere il Colle al centro della Conca di Sulmona tra i quattro siti in Italia per lo stoccaggio delle scorie radioattive.

Adesso le speranze di una bonifica vengono dal probabile uso del ventre di roccia lambito dalla autostrada Roma-Pescara come laboratorio per la sperimentazione della energia piezonucleare, secondo uno studio che ha destato interesse in scienziati di tutto il mondo e che in Italia è sviluppato da circa venti anni a livello teorico e da cinque anni in sperimentazioni, secondo quanto riferito in un convegno sul tema a Catania dal dott. Fabio Cardone, fisico nucleare, vincitore del Premio nazionale per la fisica “Galileo Galilei”.

Se ne è occupato il Consiglio Regionale con una risoluzione proposta da Franco Caramanico del Pd e da Emiliano Di Matteo del Pdl, per l’istituzione di un centro per le ricerche.