E ALLORA LE FOIBE DI CORFINIO?

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23 FEBBRAIO 2024 – Risentito per un comunicato degli ambientalisti dopo il taglio di alberi davanti alla cattedrale di San Pelino, il sindaco di Corfinio Romeo Contestabile chiede dove fossero quegli stessi cultori dell’ambiente quando l’Unione Sovietica sperimentava il nucleare, oppure quando la dissennata gestione della tecnologia nucleare dell’URSS in sfacelo provocò il disastro di Cernobyl. Oppure perché non protestano per l’inquinamento in Cina. Insomma, sposta l’argomento sul piano ideologico, quasi esistessero ancora liberisti più rispettosi della natura e comunisti più inquinatori. Il problema è di oggi e va risolto, nel senso di ritenere che un albero debba o non essere protetto fino a quando non costituisce pericolo (per esempio perché è marcio; e nel caso concreto non sussisteva questo rischio).

I cipressi che a Bolgheri vanno da San Guido erano protetti perché li cantava Carducci, a prescindere da chi produceva il fumo della locomotiva verso la quale un asin bigio si voltò per un poco e poi riprese a mangiare il cardo. E opportunamente i Comitati per l’ambiente osservano che “il sindaco butta la palla in tribuna”. Pretendere che ognuno, prima di esprimersi sull’ambiente, dica dove si trovava e cosa aveva fatto nel 1961 quando la Unione Sovietica sfoderava il suo apparato imperialistico (minaccia per la pace come quello americano) vuol dire risalire alla vicenda di Adamo ed Eva, o dei 300.000 morti della guerra tra Romani e Italici che certamente costituiscono un danno maggiore del taglio dei cipressi di San Pelino. Ma questo non toglie che, se gli alberi stavano bene davanti alla chiesa millenaria, dovevano essere tutelati.

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