E LA SORELLA LEGGE DAI GIORNALI L’ULTIMA LETTERA DI GUIDO CONTI PER LEI

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INCIVILTA’ DEGLI INQUIRENTI NELLA TRAGEDIA DEL GENERALE DEI CARABINIERI

19 NOVEMBRE 2017 – Si svolgeranno domani, lunedì, nella Chiesa della Tomba, i funerali del gen. Guido Conti. La camera ardente è stata allestita nell’aula di udienza del Tribunale di Sulmona ed è stata meta oggi di visite in tutto l’arco della giornata, fino alle ore 20, quando è stata chiusa; domani non si terranno le udienze penali, né quelle civili.

Sono stati diffusi i contenuti di due lettere che Guido Conti ha scritto e lasciato nella sua autovettura trovata vicino a lui lungo la strada provinciale per Pacentro. In una, indirizzata alla sorella, Silvia, esprime il suo stato d’animo. Silvia Conti ha saputo del contenuto di questa lettera leggendolo dai giornali. Troviamo questa cosa di una inciviltà sconcertante, che descrive tutto il non rispetto degli inquirenti nei confronti dei protagonisti di questa tragedia. Se Carabinieri hanno trovato il corpo del gen. Conti, ormai senza vita ed hanno preso dalla autovettura le lettere da lui indirizzate, in una delle quali c’era la richiesta che su tutto scendesse il silenzio e l’invito a onorarlo in questo modo, dovevano consegnarle ai destinatari o, se utili alle indagini, trattenerle nel segreto che la legge prevede; chi ha passato queste lettere alla stampa non merita di indossare una divisa e non merita di far parte di una forza di polizia o, se lo ha fatto un magistrato, di far parte della magistratura.

Deve finire in Italia il vezzo di far trapelare quello che si vuole approfittando della disponibilità delle prove nella immediatezza dei fatti. Le cose che Guido Conti ha scritto in quelle lettere potrebbero essere state dettate dallo sconforto degli ultimi momenti di vita. Sarebbe stato interessante sapere se quelle lettere potevano giungere ai giornali se, per esempio, Guido Conti vi avesse scritto quello che pensava di Luciano D’Alfonso, quindi quello che ci ha sempre detto dell’attuale governatore dell’Abruzzo. Ora, se i Carabinieri vogliono onorare una persona che ha dedicato tutta se stessa alla applicazione della legge, debbono farci sapere chi si è comportato in questo modo e a quali sanzioni andrà incontro.