E le liste di Di Benedetto preparano il ricorso

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28 MAGGIO 2013 – Una prima certezza per il ballottaggio del 9 giugno è che, comunque vadano le cose, il vincitore non potrà brindare serenamente. Incomberà un ricorso che il raggruppamento politico di Fulvio Di Benedetto presenterà per invalidare il voto:

e qualcuno si spinge a preannunciare una questione di legittimità costituzionale nell’ambito del giudizio che ne scaturirà. “Sulmona Unita”, con il peso dei voti ottenuti, non può pensare di vedersi scavalcare nel ballottaggio. Infatti si sostiene che, a prescindere dalla posizione del candidato venuto a mancare, c’è un interesse dei candidati consiglieri a partecipare al ballottaggio; e il risultato di domenica e lunedì scorsi avrebbe consentito, come si è visto, al raggruppamento di partecipare al ballottaggio. In questa fase, dunque, sono come benzina sul fuoco le parole di una decisione del TAR della Lombardia di circa tre anni fa, secondo la quale il turno di ballottaggio è stato previsto “non solo, come modalità per l’elezione del Sindaco, ma anche come metodo per la composizione dei consigli comunali”, perchè “il gruppo di liste collegato al candidato vincente beneficia del cosiddetto premio di maggioranza, mentre il gruppo perdente beneficio di quella relativa compattezza che gli torna utile per esercitare il proprio ruolo di opposizione e di controllo sulla maggioranza”

Negli ambienti di “Sulmona Unita” si fa rilevare che l’indirizzo sarebbe quello di ricollegarsi all’istanza di rinvio presentata al Ministero ed al Prefetto, con la contestazione dell’art 72 del decreto legislativo per gli “Enti locali” del 2000 che non prevede, come per i Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, l’ipotesi di rinvio di 60 giorni per la presentazione delle liste e dei candidati sindaci. In più nella istanza si era chiesto anche un rinvio più breve, tale da consentire lo svolgimento delle lezioni nella scadenza estiva, al solo scopo di sostituire la figura del sindaco scomparso. Il principio fondante è che la normativa in materia elettorale prevede l’ipotesi di rinvio per casi eccezionali e, quindi, ben poteva contemplarsi il caso di Di Benedetto.