LO SPAZIO DELL’ANIMA IN UN ANGOLO DEL COSMO

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ALLESTIMENTI DELLE “METAMORFOSI” DEL TERZO MILLENNIO:  A BOLOGNA

15 GIUGNO 2013 – “O Thiasos – Teatronatura” porta il mito di Ovidio delle Metamorfosi ancora in un allestimento moderno che non tradisce lo spirito degli esametri del Sulmonese e lo trasfonde nei movimenti dei corpi e, questa volta, nella loro connessione alle stelle, nel loro rapporto con gli spazi infiniti e con gli angoli minuti di quegli spazi. Sista Bramini, che dà impulso e forma alle “Mutate forme” di Ovidio, accompagna il poeta nei pressi di Bologna, a Sassoleone, con i suoi “racconti e canti sotto il cielo notturno.”

“Nel cielo stellato – osserva Bramini – spazio e tempo, letteratura e scienza, vastità e intimità s’intrecciano aprendo in noi uno sguardo, inedito in parte antico, su alcuni spazi dell’anima. Le costellazioni, enigmi da sciogliere, emblemi da interrogare, configurazioni archetipiche alle quali attingere ci si mostrano, viaggiando ogni notte, sopra di noi. Pianeta viene da planeo,‘erro’, a ricordarci che l’errare è ciò che ci fa umani e le stelle, fredde, infinitamente distanti, punti fermi della realtà, sono anche incandescenti e gravide di storie dove sensualità, strazio, commozione e bellezza si compongono in forme essenziali.

“E cantano: di Callisto, seguace di Diana, che vittima del desiderio di Giove, divenne l’Orsa Maggiore; degli altri amori di Giove, delle incredibili forme che assunse per congiungersi a Ganimede, a Io, a Europa, a Leda… e loro, ormai satelliti, per sempre sedotti, gli ruotano intorno o, divenuti le costellazioni del Cigno e dell’Aquila nel Triangolo Estivo, dallo zenit ci sovrastano ogni estate. In ascolto, attraverso la notte, gli spettatori incontreranno alcuni tra i principali miti legati al cielo notturno e alcuni tra i più bei canti polifonici della tradizione popolare europea legati alla natura, alla notte. Come da sempre si è fatto, tenendo le stelle come riferimento”.

E poi a luglio, dal 16 al 21, il percorso dei fantastici allestimenti del “Teatronatura” porterà Ovidio a Centeno, in provincia di Viterbo, quando sarà ripreso proprio il primo verso delle “Metamorfosi” (“L’estro mi spinge a narrare”) per uno spettacolo del Laboratorio residenziale sull’arte della narrazione orale.