E ora i treni temono il ghiaccio

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DSC00494Anacronistici intoppi sulla Roma-Pescara ridotta a ferrovia di ultimo ordine

Se una alternativa i treni potevano offrire, questa era tutta giocata sul fattore sicurezza e, infatti, d’inverno i collegamenti con Roma puntavano tutti sulla ferrovia: solo una volta la linea rimase interrotta per una settimana, vicino Pescina nel gennaio 1981, ma più per una serie di errori che per impossibilità di rimuovere l’accumulo di neve.

E’ del 12 novembre, invece, la notizia che un convoglio è stato fermato dal ghiaccio tra Goriano e Cocullo ed ha dovuto far rientro in stazione.

In verità, lo stato del materiale rotabile è tale che non serve neppure il ghiaccio per bloccare i collegamenti. L’impossibilità di impiegare sulla Roma-Pescara macchine moderne e veloci è legata alla conformazione del tracciato, al quale non sono state modifiche in centoventi anni dall’inaugurazione: salite troppo ripide, curve troppo strette, insomma qualcosa che richiama i treni delle Ande. Il “Pendolino” fu provato, ma subito dirottato su linee più dritte.

Ai fattori strutturali, però, si aggiunge la chiara volontà delle “Ferrovie” di non sostituire i rottami che vanno in giro da tempo e che provocano ricorrentemente la fermata in piccole stazioni intermedie e il trasbordo sui pullman, per la fusione dei motori o il distacco di parti della linea elettrica.