COME CONSERVA LA STORICA DIMORA L’ULTIMO EREDE DEI DEL BASSO-ORSINI

1772

27 NOVEMBRE 2010 – Centocinquanta anni non passano senza lasciare segno, neanche nella sonnolenta cittadina dell’entroterra abruzzese. Paola Del Basso-Orsini, erede della famiglia che ospitò Vittorio Emanuele II a “Villa Raffaele” il 20 ottobre 1860, non si vuol pavoneggiare di cimeli che non ci sono e alla domanda se la stanza sia quella della notte magica del Re, dice chiaro: “Il letto non è più quello e anche parte degli arredi non c’è più”.

Del resto, si sono succeduti cinque o sei furti, in una dimora che induce in tentazione i malviventi, sontuosa e ricca come appare e dotata e impreziosita come si è sempre detto. Ma la struttura architettonica è rimasta quella di sempre: un castelletto che al Re sarà apparsa una dimora di caccia, di quelle che lo stimolavano tanto sul Gran Paradiso. Una stupenda villa che tra le attrattive maggiori ha quella di trovarsi di fronte alla casa generalizia dei Celestini, quella “Abbazia” che è stata tra le più potenti ed è ancora tra le più grandi d’Europa. E di trovarsi anche a un passo dalle falde del Morrone, in un contesto di  ambienti incontaminati, contorno di quell’Eremo dal quale Celestino V si avviò per l’incoronazione a papa nell’estate del 1294.

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