E quale sarebbe lo scopo della tassa di scopo a L’Aquila?

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PARADOSSALE INCERTEZZA SULLA RICOSTRUZIONE DELLA CITTA’ MENTRE IL GOVERNO SI DICE FAVOREVOLE ALL’AUMENTO DELLA BENZINA

30 GIUGNO 2012 – Se un popolo affronta “Caronte” per fare il pieno di benzina nei giorni più scomodi, vuol dire che ha bisogno assoluto di risparmiare: poco, ma, via via, di risparmiare anche nell’arco di un anno. A quel popolo ègiusto imporre fino al 2027 una “tassa di scopo” sulla benzina per la ricostruzione di una città, come L’Aquila, che non si sa ancora come sarà ricostruita e se vorrà essere ricostruita? Eppure i giornali di oggi riferiscono che quella tassa, tanto giustamente ostacolata dal governo Berlusconi (che sul punto era il governo…Tremonti), è questione di settimane, forse di giorni. Dall’Aquila, ovviamente nessun salto di gioia, perchè i quindici miliardi che l’accisa  porterà sono ritenuti pochi (e che aquilano sarebbe chi si accontenta di quello che gli tocca?).

 

A noi, anche se non fossimo automobilisti e anche se non facciamo la fila di notte e sotto la canicola, dare anche solo un centesimo per una città che ricostruisce il suo tribunale nello stesso posto dove tutti dicono che c’è una faglia in movimento che tornerà prima o poi a muoversi non piace e vogliamo non pagarla. E non solo perchè quello sarà anche il tribunale di Sulmona e di Avezzano.

A noi il “governo dei tecnici” che impone sacrifici vibrando la scure a destra e a sinistra e che poi largheggia in nuove tasse deprimendo l’economia non piace e non vorremmo che continuasse a devastare l’Italia, con la coreografia di giornali e vassalli disposti ad applaudire e a parlare di successi straordinari. E’ lo stesso governo che vuol devastare l’Abruzzo sopprimendo la provincia di Pescara e non quella dell’Aquila che non ha più un capoluogo e non sa neanche se e come lo rivuole.

In altre parole e per non lasciare equivoci: le formule parlamentari sono nate per controllare la spesa del sovrano. Oggi la democrazia parlamentare non consente neppure di controllare i capricci di una città che vuole subito più di quindici miliardi, ma preannuncia già che non bastano, onde la data del 2027 è solo ipotetica, perchè poi si prorogherà di decennio in decennio, come è successo per la guerra di Abissinia o per il terremoto del Belice.

E un’altra circostanza non ci piace: che di questa tassa di scopo si sia tornati a parlare e la si sia approvata dopo il terremoto dell’Emilia, che evidentemente deve aver fatto rivedere molte convinzioni in quanto ad assistenzialismo solo perchè non era un terremoto del Sud.