PERPLESSITA’ DOPO LA PRESENTAZIONE DEI PENTASTELLATI
10 GENNAIO 2019 – Nessun sulmonese figura nella lista elettorale del Movimento 5 Stelle per le “regionali” di febbraio. Nessuna lista fu presentata alle ultime elezioni comunali di Sulmona, né alle precedenti. Non si è mai saputo se queste ultime assenze alle “comunali” siano dipese da scelta o da errori. L’assenza alle prossime regionali dovrebbe dipendere (se il sistema di scelta dei candidati ha funzionato) dalla corrispondente assenza di proposte.
Certamente è un dato assai negativo che un movimento, che ha raccolto il maggior numero di voti a livello nazionale, non concorra a portare consiglieri in una assemblea che, proprio per essere legata al territorio, deve di tutti i territori portare uno o più rappresentanti: tanto più che i partiti concorrenti si stanno muovendo con accortezza (per quanto possano essere accorti partiti che hanno condotto Sulmona e il centro-Abruzzo all’isolamento e alla depressione che a tutti è palese) per individuare più candidati legatissimi al territorio, anzi proprio sconosciuti in altri ambiti. Qualcosa, oggettivamente, non funziona in questo modo di scegliere i candidati, a meno che i Pentastellati non assumano come unico parametro di scelta delle candidature e, poi, di attività politica nel Consiglio regionale, quello di aderire ad una concezione del “bene pubblico” che travalichi i confini territoriali, di modo che i molti eletti nella Marsica non penseranno solo all’Ersa o alle strade di Trasacco troppo vicine ai canali dove finiscono spesso auto e moto, oppure all’ospedale di Avezzano.
Può essere davvero il modo nuovo di fare politica, ma, per quello che conosciamo l’elettorato, una pretesa del genere sembra più la richiesta all’elettore di firmare una cambiale in bianco, tanto più che, come le recenti cronache hanno evidenziato, non sono rari i casi di pentastellati che si discostano dalle direttive del movimento. La prospettiva è quella di vedere ancora per cinque anni completamente dimenticato il territorio; certo meglio dimenticato che amministrato da assessori come Andrea Gerosolimo, che non ha impedito le scelte sulla stazione ferroviaria, sull’autostrada, sull’ospedale (e via via le altre, per le quali rimandiamo ai molti articoli sui vari temi).
Ma questo raffronto non è sufficiente a convincersi che il metodo di rapportarsi alle esigenze locali sia quello di non sentire neanche i rappresentanti: allora non nominiamoli neppure i consiglieri secondo i collegi elettorali.
L’alternativa, visto che ormai la lista è stata composta e presentata alla stampa, è quella di ottenere un preciso programma dai singoli candidati prima di votarli: per esempio, sapere quello che intendono fare i candidati marsicani sulle tematiche della Valle Peligna; diversamente, il voto sarebbe come firmare una cambiale in bianco.






